Il Bilancio passa all’alba grazie al voto del centrodestra e certifica la definitiva conclusione del progetto politico del 2022

fabio termine 09-25

Il campo largo degli ex alleati vota invece contro e accusa il sindaco di avere scelto il centrodestra per un dialogo costruttivo

Il Consiglio comunale di Sciacca ha approvato alle 4 del mattino il Bilancio di previsione 2026 2028, chiudendo una maratona iniziata il giorno prima e riportando il Comune nella gestione finanziaria ordinaria. Prima del voto finale erano stati licenziati il Piano triennale delle opere pubbliche, il DUP, il Piano delle alienazioni e la determinazione dei prezzi delle aree per edilizia economica e produttiva. La seduta è stata segnata da una lunga interlocuzione per concordare gli emendamenti, anche quelli frutto della trattativa tra opposizione di centrodestra e amministrazione. Il Piano triennale, illustrato dall’assessore Fabio Leonte, prevede 12 milioni di investimenti nel 2026: manutenzione del palazzo municipale, rifacimento della ringhiera di via Allende, nuova scalinata di via Di Paola, interventi sul dissesto del costone del viale delle Terme, 400 loculi cimiteriali, i capannoni del Carnevale finanziati con un mutuo da 3 milioni, la rifunzionalizzazione dell’ex casa albergo di via Allende e 850 mila euro per la manutenzione stradale. Previsti anche interventi con fondi regionali e del consorzio Siru, oltre allo svincolo tra SS115, Torre Macauda e Verdura.

Gli emendamenti approvati, presentati dal centrodestra, includono il ripristino della pista di atletica del Gurrera, la sistemazione dei marciapiedi di corso Vittorio Emanuele, via Fratelli Argento e viale della Vittoria, la messa in sicurezza della frana di via San Paolo e vicolo Grande Caricatore, e 300 mila euro per il tetto della palestra del “Mariano Rossi”. Bocciato invece, per ragioni tecniche, l’emendamento sul Borgo dello Stazzone, decisione che i consiglieri Blò e Brucculeri definiscono “ostruzionismo istituzionale”. Per far quadrare il quadro economico è stato approvato un mutuo da 1,5 milioni, mentre in extremis il sindaco Fabio Termine ha chiesto di aumentare da 200 a 450 mila euro i fondi per la pubblica illuminazione, anche qui tramite mutuo.

La discussione è stata accesa: il centrodestra ha rivendicato la paternità di diversi emendamenti, mentre il centrosinistra ha accusato il sindaco di avere “banchettato col centrodestra”. Termine ha replicato duramente, accusando gli ex alleati di essersi sottratti al confronto e di non aver saputo predisporre emendamenti tecnicamente sostenibili. La frattura politica è ormai definitiva. I cinque consiglieri del campo largo – Ambrogio, Campione, Curreri, Modica e Ruffo – hanno diffuso una nota durissima: definiscono il bilancio “senza anima e senza visione”, certificazione di un progetto politico “morto e sepolto”, accusano l’amministrazione di disinteresse verso chi nel 2022 contribuì all’elezione del sindaco e parlano di uno strumento finanziario costruito “più per la prossima campagna elettorale che per la città”. La maggioranza regge numericamente, ma la notte del Bilancio segna una rottura politica irreversibile. Sciacca esce dalla gestione provvisoria, ma entra in una fase di instabilità che rischia di pesare sulle scelte future dell’amministrazione.

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