Caso Crosta ad Agrigento: sindaco Sodano prende tempo e mostra irritazione verso Controcorrente

sodano la vardera

Il sindaco frena sulla richiesta di dimissioni del vicesindaco: primi contrasti interni nel movimento che lo sostiene.

La richiesta di dimissioni del vicesindaco Giovanni Crosta, avanzata dal deputato regionale Ismaele La Vardera, apre la prima frattura politica all’interno della giunta di Agrigento. Una frattura che, paradossalmente, non riguarda gli alleati esterni, ma i vertici dello stesso movimento Controcorrente, la forza che sostiene il sindaco Michele Sodano. Il primo cittadino, in una nota dai toni insolitamente tesi, fa sapere di aver appreso «solo dagli organi di stampa» la posizione di La Vardera, lasciando intendere un certo fastidio per una decisione maturata senza confronto interno. Sodano rivendica di aver chiesto che la vicenda fosse esaminata dal Collegio dei Probiviri prima di giungere a conclusioni «affrettate», e annuncia la convocazione urgente delle cariche agrigentine del movimento per valutare il da farsi. Il sindaco difende Crosta su due piani: quello personale, ricordando che l’eredità dell’immobile oggetto di sanatoria non può trasformarsi in un’ombra morale; e quello amministrativo, definendolo «uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto», citando interventi già avviati su ambiente e mercati rionali. Sodano promette di ascoltare tutti e di assumere una decisione «nell’esclusivo interesse della città», ma il messaggio politico è chiaro: la linea di Controcorrente non è più monolitica e il caso Crosta segna il primo vero attrito tra il sindaco e il suo stesso movimento.

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