Copacabana Beach, la solidarietà che resta: dopo l’emergenza arrivano i ringraziamenti

copacabana beach

Dopo aver assistito 150 evacuati dell’incendio di Macauda, il ristorante ieri sera ha riaperto tra applausi, testimonianze e gratitudine: un gesto che continua a fare comunità.

Nel caos di un sabato segnato dalle fiamme e dalla fuga disperata dei residenti di Macauda, c’è stato un gesto che merita di essere raccontato con forza: quello del Copacabana Beach, il ristorante di San Giorgio che ha trasformato una serata di lavoro in un presidio di solidarietà. Mentre l’incendio avanzava e oltre 150 persone, tra cui bambini, donne incinte, famiglie in costume e ancora sotto shock, venivano evacuate dalla zona, il locale ha deciso di chiudere volontariamente, rinunciando all’intera serata e ai relativi incassi, per mettere a disposizione spazi, personale e risorse ai soccorsi. Una scelta immediata, senza esitazioni, che ha permesso di accogliere gli sfollati, offrire acqua, cibo, sedie, ombra, tranquillità e soprattutto coraggio in un momento in cui la paura aveva preso il sopravvento. L’intero staff ha lavorato come una squadra di emergenza: cuochi, camerieri, responsabili di sala. Tutti impegnati a sostenere chi arrivava stremato dal fumo e dalla fuga. “È nostro dovere dare una mano a chi è in difficoltà”, hanno detto i proprietari Alessandro e Vanessa Di Mora, spiegando un gesto che non cerca applausi ma che racconta una comunità capace di reagire insieme. Ieri sera il ristorante ha riaperto regolarmente, ma con un clima diverso: tantissime persone sono arrivate non solo per mangiare, ma per ringraziare. Parole di stima, abbracci, riconoscenza.

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