Ranucci ad Agrigento, FdI insorge: “Inaccettabile concedere spazio pubblico dopo le frasi su Riina”
Barba (FdI): “Offesa alla memoria di Livatino e alla Sicilia che ha pagato il prezzo della mafia”
Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Agrigento, Adriano Barba, attacca duramente la scelta di concedere il Teatro dell’Efebo per l’evento del 29 agosto con Sigfrido Ranucci. Per Barba, la presenza del giornalista in uno spazio pubblico della città è “istituzionalmente inopportuna”, soprattutto dopo la frase con cui Ranucci ha dichiarato che “andrebbe a cena con Totò Riina”. Una dichiarazione che Barba definisce “infelice, irrispettosa e incompatibile con la sensibilità di una terra segnata dalla violenza mafiosa”. Il riferimento è diretto alla memoria del giudice Rosario Livatino, simbolo della legalità e martire dello Stato. Barba sostiene che Agrigento, proprio per la sua storia, non possa ignorare parole che “banalizzano il nome di Riina”, né concedere spazi pubblici a chi le pronuncia. Richiama inoltre le recenti vicende giudiziarie sull’attentato ai danni di Ranucci, che secondo gli inquirenti sarebbe stato organizzato da Valter Lavitola, “amico” del giornalista: circostanza che, pur non coinvolgendo Ranucci, imporrebbe “massima prudenza e sobrietà”. FdI non contesta la libertà di espressione, ma l’uso di un luogo pubblico: “Le istituzioni hanno il dovere di valutare l’opportunità delle concessioni, non è censura”. Barba chiede quindi agli enti competenti di chiarire modalità, costi e eventuali patrocini, ribadendo che “la Sicilia combatte la mafia anche attraverso il peso delle parole”. Agrigento, conclude, “non può permettere che la memoria di Livatino venga offuscata da provocazioni comunicative”.





