Italia Nostra: “L’ex convento San Francesco resti centro culturale”. No a cambio di destinazione d’uso
Ieri il nostro giornale ha pubblicato un articolo che riguarda l’ex convento San Francesco e alla possibilità, secondo fonti attendibili, di un cambio di destinazione d’uso per ricavarne posti letto nell’ambito delle proposte di Manifestazioni d’Interesse presentate per il rilancio del complesso termale di Sciacca. Italia Nostra interviene con determinazione affinchè lo storico edificio monumentale continui il suo ruolo di centro culturale
SCIACCA- Un secco no di Italia Nostra alla possibilità che lo storico edificio monumetale San Francesco possa cambiare destinazione d’uso per ricavarne camere ad incremento dei posti letto nell’ambito delle proposte di Manifestazioni d’Interesse presentate per il rilancio del complesso termale di Sciacca. Italia Nostra interviene con determinazione affinchè lo storico edificio monumentale continui il suo ruolo di centro culturale e scrive una lettera, firmata dal presidente, architetto Calogero Segreto, alla Presidenza della Regione e alla Soprintendenza ai beni Culturali e Ambientali di Agrigento. Già lo scorso 19 gennaio, Italia Nostra aveva manifestato preoccupazione scrivendo al sindaco Fabio Termine: ” ….il far parte degli immobili disponibili per la Manifestazione d’Interesse ci crea qualche preoccupazione per una destinazione futura di tale prezioso complesso diversa da quella che la Regione siciliana aveva fissato in occasione del restauro degli anni settanta”.
Col passar del tempo e dei mesi, l’ipotesi di un cambio di destinazione d’uso del San Francesco appare sempre più realistica. Nostre fonti attendibili vanno in tale direzione.
Italia Nostra, ritiene che l’ex convento non debba subire alcuna variazione della sua attuale destinazione d’uso, cioè quella di polo multifuinzionale , in tutti e due i livelli dell’edificio monumentale
E’ forte la preoccupazione di Italia Nostrache parte del convento possa essere adibito a struttura recettiva di tipo residenziale, snaturando e stravolgendo l’attuale tipologia architettonica e il suo ruolo ormai da decenni consolidato. Italia Nostra, dunque, per via epistolare chiede al sindaco Fabio Termine di adoperarsi, presso la Regione Siciliana, affinché ciò non avvenga. Incalza il Presidente della sezione locale di Italia Nostra: Qualsiasi proposta di rilancio industriale delle terme che non tenga conto anche di un potenziamento dell’offerta culturale, a nostro parere, è semplicemente miope. Ancora più chiaro l’intendimento di Italia Nostra: Il patrimonio culturale non può essere considerato subordinato alle esigenze di un progetto industriale che non tenga conto che oltre all’offerta termale, e a quella ricettiva bisogna inserire anche quella culturale.
Il presidente di Italia Nostra ricorda (ma tutti i saccensi e non lo sanno bene) che i saloni del primo piano del San Francesco, nei decenni scorsi, hanno ospitato mostre artistiche di livello internazionale come quelle di ” Un punto nel Mediterraneo” organizzate dal compianto maestro Vincenzo Nucci che hanno visto ospiti critici d’arte del livello di: Sgarbi, Bonito Oliva, D’ Averio. Recentemente, ricorda ancora Italia Nostra, che a causa dell’indisponibilità di tali saloni, l’Amministrazione Comunale, per non perdere la grande occasione di ospitare in città due grandi mostre dedicata al Caravaggio e a Goia, che hanno portato a Sciacca migliaia di visitatori, è stata costretta ad adattare alcuni spazi del Teatro Samonà a tali manifestazioni. Questi ultimi due eventi hanno dimostrato che Sciacca non può prescindere da un turismo che proponga eventi culturali di un certo livello e che quindi ha bisogno per tale scopo degli spazi del San Francesco.
Per Italia Nostra, pensare ad un rilancio delle Terme senza queste lapalissiane considerazioni, che tenga conto solo dei posti letto, significa entrare in una visione limitata e arida, che non rispetta la storia culturale di questa città e ,a nostro parere, anche sbagliata dal punto di vista dell’ investimento industriale.
Italia Nostra, con la lettera inviata, sollecita “con forza” la Sovrintendenza ai BB.CC.AA. di Agrigento di esercitare il suo ruolo istituzionale di tutela sul bene culturale in questione. Ma sollecita gli Enti preposti ad una determinata attenzione anche all’altro immobile di rilevanza architettonica, come lo stabilimento termale, risalente agli anni trenta ed opera dell’ ing. Lo Bianco tipico esempio di architettura termale dei primi decenni del novecento, un misto di Liberty ed architettura eclettica. Di questo impianto va salvaguardata la tipologia e il prospetto, senza concedere niente alla libera rielaborazione.
Insomma, la sezione Italia Nostra di Sciacca eserciterà tutti gli strumenti legali possibili a tutela dei beni culturali sopra esposti , chiama tutte le organizzazioni culturali e politiche della città a condividere questa nostra battaglia in difesa del nostro patrimonio culturale ed architettonico e ritiene che scindere l’offerta termale da quella culturale sia il più grande errore che questa città possa fare, pregiudicando sia la propria storia che la propria visione di futuro.
(N.D.R. Oltre alle nostre fonti attendibili, in una intervista radiofonica, un progettista del gruppo Massinelli Partners ha spiegato esplicitamente che al piano superiore dell’ex convento saranno ricavate camere per posti letto. Dunque, stante alle dichiarazioni rilasciate nella rubrica radiofonica, ci sarebbero state interlocuzioni con la Regione siciliana e con la Soprintendenza di Agrigento. Allora deve essere reso pubblico il consenso, nell’occasione dato oralmente, della Soprintendenza a cambiare la destinazione d’uso, le modalità e soprattutto perchè il sindaco di Sciacca ha taciuto su tale cambiamento)








