Invasi pieni, città senz’acqua: da Agrigento a Trapani la crisi idrica è la stessa. E c’è chi invoca l’Esercito

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Nonostante le piogge invernali, la Sicilia occidentale resta in ginocchio: disservizi, ritardi, quartieri allo stremo. A Trapani scatta l’appello alle istituzioni nazionali.

In provincia di Agrigento come a Trapani, la fotografia è la stessa: invasi pieni, rubinetti asciutti. Una contraddizione che ormai non può più essere definita emergenza ordinaria. Le piogge invernali hanno riempito le dighe, ma la rete idrica continua a cedere, lasciando interi territori senza acqua per giorni. A Trapani la situazione è esplosiva: il Comitato “L’acqua è un diritto di tutti” denuncia quartieri allo stremo, famiglie, anziani e persone fragili costrette ad attendere le autobotti come unico rifornimento. Le giustificazioni dell’amministrazione – carenza di autisti della ditta incaricata – vengono giudicate irricevibili. Il Comitato parla di programmazione assente, mezzi insufficienti, personale non adeguato e un sistema incapace di garantire un servizio essenziale. Una denuncia che richiama da vicino quanto accade anche nell’Agrigentino, dove nonostante gli invasi colmi, i cittadini continuano a subire turnazioni estenuanti e disservizi cronici. A Trapani si arriva a un appello senza precedenti: Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Prefettura, Diocesi, fino all’Esercito Italiano, chiamato a intervenire con mezzi e personale specializzato. Per il Comitato, lo Stato non può restare spettatore mentre un’intera città vive una crisi che era prevedibile e prevenibile. La Sicilia occidentale chiede risposte, non più giustificazioni.

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