Desertificazione centro storico:”Quattro anni di silenzi e ritardi”. Bellanca e Catanzaro accusano il sindaco Termine
La grave forza centrifuga che dal centro storico spinge verso le periferie della cittaà, in modo particolare Perriera e Ferraro, alimenta uno scoppiettante dibattito sul tema e seulle numerose e continue chiusure di attività commerciali. Disagi anche per i residenti
SCIACCA- La cifra delle attività commerciali che hanno abbassato definitivamente le saracinesche nel centro storico desta seria preoccupazione. Un fenome, in verità, quello della “desertificazione” che non interessa solo Sciacca ma che si diffonde anche a livello nazionale. Nei giorni scorsi è stato il sindaco Fabio Termine a riprendere il tema anninciando la bozza di un regolamento che sia di orientamento nel sostenere le attività commerciali con diverse agevolazioni. Il tema della desertificazione, in verità, non emerge solo nei giorni recenti, è un tema che già è al centro del dibattito politico. Le opposizioni hanno da tempo posto la questione nei dibattiti in consiglio comunale. Oggi interengono i presidenti delle Commissioni, Seconda e Terza, presiedute rispettivamente da Filippo Bellanca e Giuseppe Catanzaro. L’iniziativa del sindaco, per i due presidenti, “riprende con ingiustificato ritardo”, mentre si augurano una “nuova e sincera attenzione sul fenomeno in questione” e rispetto per il “lavoro del consiglio comunale, dell’opposizione consiliare e delle commissioni competenti”. Si è volto già un lavoro in tale direzione “programmato e strutturato, che non parte certo oggi alle porte delle prossime elezioni ma che è stato sviluppato attorno a due passaggi rilevanti che oggi vale la pena mettere in fila, per evitare distorsioni e narrazioni improprie che rischiano di confondere la cittadinanza”. Bellanca e Catanzaro ricordano la cronologia delle azioni. “Un percorso avviato da questa parte politica sul tema in questione che nasce con l’approvazione del bilancio nell’agosto del 2025, quando facemmo approvare un nostro emendamento da 20.000 euro per istituire un apposito capitolo di bilancio destinato a sostenere concretamente le attività del centro storico. Risorse, quelle, rimaste inutilizzate”. Nel 2026, il lancio di una vera e propria “vertenza commercio” ad opera delle commissioni consiliari commercio e tributi per mettere al centro del dibattito politico cittadino la profonda crisi del centro storico. Un ciclo di commissioni congiunte avviato con la convocazione in commissione dell’assessore al commercio Ludovico Moreno Luna nello scorso mese di marzo. Oggi, a pochi mesi dalle elezioni, assistiamo purtroppo al tentativo maldestro di accreditarsi un’efficienza amministrativa che in quattro anni e mezzo non si è mai vista”.
I due incalzano: “Risorse disponibili ma non utilizzate, ritardi continui e provvedimenti che arrivano sempre all’ultimo momento. Uno scatto, quella della giunta Termine, in fuorigioco netto”. La Sesta e la Seconda commissione consiliare avvieranno una attenta analisi della proposta pervenuta già nelle prossime settimane e lo faranno insieme alle associazioni di categoria ed ai commercianti che vivono ogni giorno sulla loro pelle una complicatissima situazione gestionale, aggravata spesso da scelte amministrative poco azzeccate e che poco hanno a che vedere con la dilagante crescita degli acquisti on line.





