Sicilia, il caso dei terminal inutilizzati: Marsala prova a invertire la rotta
La struttura rimasta inutilizzata per anni diventa operativa grazie alla convenzione con Liberty Lines.
MARSALA. Il Welcome Terminal al porto è finalmente operativo. Una svolta significativa per una struttura che, per anni, è stata il simbolo dell’inefficienza amministrativa siciliana: uno dei dieci moduli acquistati nel 2019 dal governo Musumeci per migliorare l’accoglienza nei porti delle isole minori, rimasti in gran parte chiusi, inutilizzati o dimenticati ai margini delle banchine. La giunta Patti ha concesso il terminal in uso gratuito alla Liberty Lines, unico operatore dei collegamenti con le Egadi. L’obiettivo della nuova amministrazione era quello di aprire subito dopo che il Comune, dal giorno in cui l’ha acquisita, nel 2022, non è riuscito mai a renderlo pienamente funzionale. La convenzione disciplina orari e servizi: il terminal è aperto ogni giorno dalle 6:15 alle 19:30, con sala d’attesa, servizi igienici e un infopoint. Il progetto nasce da un finanziamento da 450 mila euro (POR Sicilia 2000-2006) destinato a Marsala e Mazara. L’allora sindaco Massimo Grillo aveva annunciato un punto accoglienza moderno, capace di trasformare l’area tra il Monumento ai Mille e il porto in un vero spazio turistico. Ma, come accaduto in altre zone della Sicilia, il terminal è rimasto fermo: mancavano luce, acqua, gestione e una visione operativa. Il caso di Marsala, come detto, non è isolato. In Sicilia, diversi terminal analoghi, da Lipari a Lampedusa, da Pantelleria a Favignana, sono rimasti per anni chiusi, sottoutilizzati o abbandonati, diventando emblema di un investimento che non ha mai raggiunto gli obiettivi dichiarati. Solo pochi sono stati attivati, mentre altri sono stati definiti “scatole vuote”, testimonianza di una programmazione che non ha saputo tradurre i fondi europei in servizi reali. L’apertura del Welcome Terminal di Marsala può dunque segnare un cambio di passo. Anzi, la nuova amministrazione forse ha accelerato per dare un forte segnale politico: una struttura rimasta a lungo simbolo di spreco viene finalmente restituita alla comunità, diventando un presidio di accoglienza per pendolari e turisti diretti alle Egadi.





