Ambrogio frena dopo i complimenti: “Collaborazione sì, ma il Pd resta alternativo”

ambrogio termine

Dalla festa per i 2 milioni a San Domenico al rapido dietrofront: a Sciacca celebrazioni e santificazioni durano poco

Il via libera del Libero Consorzio ai 2 milioni per il complesso monumentale di San Domenico aveva scatenato un entusiasmo quasi contagioso. Il sindaco Fabio Termine, raggiante, aveva celebrato “attenzione concreta” e “sinergia istituzionale”, ringraziando mezzo mondo politico. E soprattutto aveva apprezzato le parole del consigliere comunale e provinciale Giuseppe Ambrogio, che, preso da un insolito slancio di armonia, aveva lodato Termine, gli assessori “che hanno seguito passo dopo passo la vicenda” e il “campo progressista” per la visione condivisa. E Termine aveva apprezzato, restituendo i complimenti. Un quadretto idilliaco, durato però poco. Perché Ambrogio, noto per la sua verve estemporanea, deve aver realizzato che in casa Pd certe effusioni non possono passare inosservate. E così, al Tg di Rmk Tv, ha rimesso tutto in ordine: “Una cosa è la collaborazione istituzionale, un’altra è la posizione politica del Pd, che è alternativa al sindaco”. Tradotto: niente abbracci, niente pacche sulle spalle, niente foto di gruppo. Per evitare ulteriori fraintendimenti, Ambrogio ha anche precisato che i ringraziamenti agli “assessori” non erano rivolti alla giunta Termine, bensì agli assessori defenestrati Alessandro Curreri, Valeria Gulotta e Simone Di Paola. Insomma, la parentesi di entusiasmo bipartisan si chiude qui: la tensione tra riformisti e progressisti del Pd non ammette deviazioni sentimentali. Nè da una parte e nè dall’altra. A Sciacca, la politica resta un esercizio di equilibrio: un attimo di entusiasmo, e subito dopo la necessità di ricordare che le alleanze non si improvvisano. E che, anche quando arrivano buone notizie, qualcuno deve sempre precisare che non si sta facendo pace con nessuno.

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