Sanità siciliana in retromarcia: mille professionisti denunciano un “passo di gambero”
Dal 2022 la Sicilia perde terreno: servizi territoriali in crisi, liste d’attesa esplose, mobilità passiva alle stelle
La Sanità della Sicilia, dopo anni di recupero, dal 2022 mostra segnali di arretramento che preoccupano medici e operatori. Un documento firmato da oltre mille professionisti denuncia un “passo di gambero” del sistema regionale e chiede una proposta concreta per invertire la rotta. Giuseppe Liberti, infettivologo del Cannizzaro, ricorda come durante il Covid la medicina territoriale avesse raggiunto anche i più scettici, superando la storica diffidenza dei siciliani verso la prevenzione. Oggi, invece, l’assistenza distrettuale e preventiva registra punteggi insufficienti nel Nuovo sistema di garanzia: 54,17 e 45,15 punti, lontani dalla soglia minima. Le conseguenze sono evidenti: liste d’attesa fuori controllo e mobilità sanitaria passiva salita a 594 milioni di euro, con famiglie costrette a curarsi altrove sostenendo costi aggiuntivi. I dati ministeriali confermano un peggioramento generale, nonostante gli investimenti del periodo Covid avessero portato a un rafforzamento dell’organico e a un miglioramento dei Lea. Per Liberti, la sfida è ricostruire fiducia e riportare la medicina territoriale al centro, evitando che la Sicilia continui a perdere terreno. Servono risposte, non solo analisi.





