Il silenzio che parla: l’emozione di Liliana e la voce di Vincenzo che torna in scena
A Sciacca “La casa di Bernarda Alba” diventa memoria viva: un teatro che si ferma, un’attrice che ascolta, un pubblico che si commuove davanti al ritorno poetico di Vincenzo Catanzaro.
SCIACCA. Il ritorno de “La casa di Bernarda Alba”, l’opera di Federico Garcia Lorca che alcuni anni fa il compianto Vincenzo Catanzaro ha adattato in una brillante versione in siciliano, è stato emozionante. Il momento più coinvolgente è stato sicuramente quando Liliana Abbene si è seduta da copione in un angolo del palcoscenico e si è messa in silenzioso, commosso ascolto di una voce che ha riempito l’atrio inferiore del Palazzo comunale con le parole di una dolce poesia d’amore in siciliano, con il sottofondo di una musica da serenata notturna.
Proponiamo con piacere il racconto dell’amico scrittore e attore Raimondo Moncada, che ha seguito lo spettacolo e accolto il nostro invito a stilare un breve testo con le sue riflessioni sulla rappresentazione. “Quando ha capito che quella era la voce di Vincenzo Catanzaro, compagno di vita e di teatro di Liliana, scomparso tre anni fa, il pubblico si è commosso insieme all’attrice saccense, che solo una vita di teatro, la sua immensa bravura, le hanno fatto reggere la fortissima tensione emotiva che si è sciolta dopo il buio alla fine della scena. Liliana Abbene è stata applauditissima dal numeroso pubblico per un’interpretazione di altissimo livello che ha lasciato il segno”.
Lilana Abbene ha dunque giganteggiato nel ruolo, molto difficile sotto diversi aspetti, della protagonista del testo di García Lorca portato in scena dalla Compagnia dell’Isola, che si è presentata per l’occasione con l’innesto di nuove attrici. In scena, anche con ruoli da coprotagonista: Giusy Agozzino, Daniela Crapanzano, Carlotta Bono, Lorena Fauci, Lavinia Prestia, Maria Cucchiara, Giulia Fazio, Carmela Bacino. La direzione è stata assunta dai figli di Vincenzo Catanzaro, Salvatore e Filippo, che hanno voluto riproporre la regia del padre, in un allestimento che in passato aveva già riscosso grande successo in diversi teatri. Una messinscena curata nei minimi dettagli, dalla recitazione, alle musiche, ai costumi, alle acconciature, alla scenografia.
“Un omaggio emozionante a Vincenzo Catanzaro – commenta Moncada – attore, regista, scrittore, con quel momento poetico e magico di sospensione del tempo in cui non c’era più copione, ma hanno parlato i cuori, nella verità e sincerità dei sentimenti umani”.





