Sanità agrigentina al collasso: la CISL FP rilancia l’allarme sul blocco delle assunzioni
Ritardi sulla rete ospedaliera e piante organiche paralizzano il sistema sanitario provinciale. Carichi di lavoro insostenibili, organici ridotti e servizi a rischio: il sindacato chiede interventi immediati a Prefetto e sindaci per garantire i LEA e tutelare lavoratori e cittadini.
Sanità agrigentina in affanno, con il blocco delle assunzioni che rischia di paralizzare definitivamente i servizi essenziali. La CISL FP Agrigento rilancia l’allarme, denunciando ritardi ormai insostenibili nella definizione della rete ospedaliera e delle piante organiche, elementi indispensabili per autorizzare nuovi ingressi di personale. Secondo il sindacato, il sistema sanitario provinciale è oltre il limite: turni massacranti, organici ridotti e reparti lasciati alla buona volontà degli operatori. Emblematico il caso del presidio di Sciacca, dove nel turno notturno solo tre OSS coprono l’intero ospedale; in altri presidi, un unico operatore deve gestire tutte le attività di reparto. Una condizione che compromette sia la sicurezza dei lavoratori sia la qualità dell’assistenza ai cittadini. «La sanità agrigentina è intrappolata in un limbo burocratico», denuncia Alessandro Farruggia, chiedendo un intervento urgente di Prefetto e sindaci per sbloccare le procedure e garantire i LEA. La CISL FP conferma la piena adesione alle iniziative regionali e avverte: senza risposte rapide, partiranno nuove azioni di mobilitazione a tutela dei lavoratori e del diritto alla salute.





