Il degrado allo Stazzone: i residenti chiedono la bonifica dell’area dell’ex ristorante “Al Porticello”

STAZZONE AREA EX RISTORANTE MARINO

L’area dell’ex ristorante «Al Porticello», continua a offrire uno spettacolo indecoroso e di degrado. L’incendio che distrusse il ristorante avvenne nell’estate del 2024

SCIACCA- Un’area recintata e che sembra una discarica. Così versa dopo l’incendio del ristorante “Al Porticello” del 2024. Lo Stazzone si porta dietro l’abbandfono totale, insalubrità ambientale, elementi che deturpano uno dei tratti costieri più caratteristici e storicamente identitari di Sciacca. “La presenza di residui di macerie, erbacce spontanee e forse residui di materiali tossici (amianto) non costituisce soltanto un problema di decoro urbano, rappresenta un pericolo concreto per la pubblica incolumità, un danno misurabile all’attrattività turistica del borgo e una ferita aperta nella dignità degli abitanti del quartiere”, scrivono i residenti dello Stazzone in una lettera inviata al sindaco evidenziando come “l’area è caratterizzata dalla presenza di strutture non rimosse e materiali di risulta classificati come rifiuti speciali pericolosi ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e del D.M. 06/09/1994”.
Il Comune di Sciacca si è dovuto fare carico, in via di urgenza e a tutela della pubblica incolumità, di operazioni di bonifica e rimozione dell’amianto ivi esistente nei primi mesi successivi all’incendio anche se ancora detriti di detta specie si ntravedono.
Successivamente durante l’estate del 2024 e del 2025, niente è stato più fatto. L’Amministrazione Comunale ha giustificato lo stallo operativo con il fatto che la concessione demaniale marittima è intestata a un soggetto privato fino al 2027 e che
pertanto il Comune non potrebbe intervenire direttamente sull’area. I firmatari della richiesta inviata al Sindaco, “non intendono porre veti sulla eventuale riedificazione del ristorante da parte del concessionario dell’area demaniale, ma nel contempo ritengono che questo perdurare di abbandono, sia giuridicamente e politicamente inaccettabile, per le
ragioni che si espongono di seguito”. Si ricorda nella missiva inviata che “la decadenza può essere pronunciata quando il concessionario non esegue le opere previste nel titolo concessorio; non usa il bene per la destinazione consentita ovvero
lo abbandona; non osserva le prescrizioni della concessione o le norme legislative e regolamentari. Nel caso in esame, il perdurante stato di abbandono totale dell’area e la mancata manutenzione del bene “testimoniano che la concessione non può trasformarsi in uno «scudo» che protegge il degrado”. Nella lettera si sollecita il Comune di Sciacca a porre in essere tutti quegli obblighi che la normativa prevede.

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