Giuseppe Caternicchia aveva accusato un malore e si era messo alla guida del suo camioncino verso l’ospedale

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Gli ultimi momenti dell’agricoltore Giuseppe Caternicchia devono essere stati cogitati. La telefonata alla moglie per dirgli di non sentirsi bene. Poi si è diretto verso l’ospedale. L’incidente, il silenzio che insospettisce la moglie. Attimo dopo attimo fino a scoprire la drammatica tragedia

RIBERA- Stava lavorando nei suoi terreni di Monte Sara, a confine tra la città delle arance e Montallegro. Un giorno di lavoro, come gli altri ma che purtroppo diventa l’ultimo e si interrompe con la tragedia, con la morte di Giuseppe Caternicchia, 68 anni, riberese ed ex appartenente al Corpo forestale, persona molto nota e apprezzata nella comunità riberese. Da quanto si apprende secondo le prime ricostruzioni, stava dirigendosi verso l’ospedale di Ribera in seguito ad una puntura da una ape. Il malore causato, molto probabilmente, dall’allergia di cui era soggetto. Al riguardo, portava con sè un kit a base di cortisone. Dopo essere stato punto si è messo in contatto telefonico con la moglie, e comunicandole il suo malessere e si è messo alla guida del suo camioncino per raggiungere il pronto soccorso. Poi il silenzio che insospettisce la moglie e la preoccupa. Il tentativo di raggiungerlo in campagna. Ma la tragedia aveva già spezzato la vita di Giuseppe Caternicchia. Nel percorso verso il Fratelli Parlapiano, il mezzo si ribalta su un lato. Le indagini sveleranno l’esatta dinamica. L’uomo tenta di uscire dalla cabina, lanciandosi prima dell’impatto. Non ce la fa e rimane incastrato fra lo sportello e la carrozzeria, riportando ferite fatali. Caternicchia era consuocero del segretario comunale del Comune di Ribera, Leonardo Misuraca. Oggi alle ore 16 nella chiesa di Santa Teresa si celebreranno i funerali.

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