Rigettata la richiesta di revisione proposta da Lorefice Giorgio contro la sentenza di condanna della Corte di Appello. Una odissea giudiziaria che inizia nel 2009
I fatti per cui Giorgio Lorefice è stato condannato si riferiscono all’attentato incendiario ai danni dell’ingegnere Giuseppe Di Giovanna, accaduto il 29 maggio 2001, quando il professionista era ancora alla guida dell’ufficio tecnico del Comune di Sciacca. Alla fine di maggio del 2001, fu piazzato un ordigno artigianale sotto la finestra del piano terra della villa dell’ingegnere Giuseppe Di Giovanna. Un ordigno artigianale che esplose, provocando danni ma soprattutto tanta paura ai familiari.Un percorso giudiziario che ha superato i 15 anni
SCIACCA- La Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Catania (Presidente dott. Alessandro Dagnino, Consiglieri dott. Michele Consiglio e dott. Marcello Gennaro), ha rigettato la richiesta di revisione proposta da Giorgio Lorefice avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo del 15/02/2012, definitiva il 27/03/2013, condannando l’istante al pagamento delle spese processuali e alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili Di Giovanna Giuseppe, Di Giovanna Mario, Di Giovanna Laura e Di Giovanna Velia. La Corte di Appello di Catania ha deciso a seguito del rinvio disposto dalla Corte di Cassazione con sentenza del 24/11/2021. Il dispositivo è stato emesso ieri e segue l’esito del giudizio di revisione, durante il quale sono stati riesaminati diversi dichiaranti sentiti nell’originario dibattimento di primo grado che si era svolto davanti il Tribunale di Sciacca: le persone offese (Di Giovanna Giuseppe e Mario) ed altri dichiaranti oggetto di discordante valutazione tra il primo e il secondo grado del giudizio originario; il consulente del P.M. e il perito trascrittore; un teste assistito già giudicato per i medesimi fatti di reato contestati a titolo di concorso; i verbalizzanti ed operanti di P.G. ed ulteriori testimoni. L’ufficio di Procura Generale della Corte di Appello di Catania, rappresentata dall’Avvocato Generale dott. Angelo Busacca, al termine della requisitoria svoltasi all’udienza del 12 febbraio 2026, aveva chiesto il rigetto dell’istanza di revisione. Medesima richiesta dei difensori delle parti civili, gli avvocati Giovanni Vaccaro e Michele Monteleone, che hanno discusso all’udienza del 23 marzo 2026 e depositato le conclusioni scritte.
I difensori di Giorgio Lorefice, gli avvocati Roberto Tricoli e Luigi Miceli, all’esito della discussione (udienza dell’11 maggio 2026), avevano chiesto l’assoluzione del Lorefice dai reati ascrittigli in conformità alla sentenza assolutoria emessa dal Tribunale di Sciacca in data 21/01/2009. La Corte di Appello di Catania, al termine dell’udienza di ieri, dedicata alle repliche delle parti processuali, dopo la camera di consiglio, ha rigettato l’istanza di revisione proposta da Lorefice Giorgio, fissando in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione.
Per i legali delle parti civili “la più ampia rinnovazione disposta in quest’ultima sede di revisione delle prove dichiarative, come complessivamente confrontate con tutti gli ulteriori elementi probatori acquisiti nel giudizio originario, non ha offerto elementi idonei a superare la ricostruzione dei fatti contenuta nella sentenza di condanna della Corte di Appello di Palermo, divenuta irrevocabile nel 2013 e dunque la decisione della Corte etnea, allo stato, non fa altro che confermare la correttezza, validità ed efficacia del giudicato di condanna della Corte di Appello di Palermo”.
La condanna a 8 anni e 6 mesi di carcere era diventata definitiva per il saccense Giorgio Lorefice. La sentenza della Corte di Cassazione, prima Sezione (Presidente Zampetti, relatore Rocchi, Pg Scaramella) confermava e rendeva esecutiva la sentenza di condanna della Corte di Appello di Palermo a carico di Giorgio Lorefice a 8 anni e 6 mesi per detenzione e porto abusivo di esplosivo, danneggiamento seguito da incendio ed estorsione (200 milioni del vecchio conio), in concorso con il saccense Calogero Ragusa, ai danni dell’ex ingegnere capo del Comune di Sciacca, ingegnere Giuseppe Di Giovanna.
Nel luglio del 2017, la Corte Europea aveva censurato la condotta della Corte di Appello perchè aveva emesso la sentenza di condanna senza risentire direttamente i dichiaranti esaminati dal Tribunale di Sciacca.
“Agli occhi della Corte europea – affermarono i legali di Lorefice – un tale esame implica una decisione su dei fatti decisivi per la determinazione della colpa dell’imputato. Pur tuttavia, la Corte Europea nota che per pervenire a queste conclusioni la Corte di Appello non ha proceduto a una nuova audizione, limitandosi a riesaminare le dichiarazioni trascritte nei verbali”.
A seguito della decisione della Corte Europea, Lorefice propose istanza di revisione dinanzi la Corte dio Apòpello di Caltanisetta che aveva con sentenza rigettato l’istanza. A seguito di ricorso proprosto dai diufensori di Lorefice, la Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza della Corte di Appellon di Caltanissetta disponendo un nuovo giudizio di revisione dinanzi alla Corte di Appello di Catania. Entro 90 giorni dalla lettura del dispositivo, avvenuta ieri, la Corte depositerà le motivazioni.





