Morte per occlusione intestinale non diagnosticata: l’Asp condannata a risarcire quasi 2 milioni
Per il Tribunale di Agrigento la 46enne sarebbe sopravvissuta con un intervento tempestivo: accertate imperizia e negligenza
Il Tribunale di Agrigento ha condannato l’Asp al pagamento di 1,96 milioni di euro ai familiari di una donna di 46 anni deceduta nell’ottobre 2020 all’ospedale San Giovanni di Dio. La paziente era arrivata in Pronto soccorso con un forte dolore al fianco: gli esami avevano evidenziato un possibile volvolo, una torsione dell’intestino che può evolvere rapidamente in occlusione. Nonostante i segnali clinici, secondo la ricostruzione accolta dai giudici, i sanitari non avrebbero formulato la corretta diagnosi e avrebbero scelto un trattamento conservativo, ritardando l’intervento chirurgico d’urgenza. Il quadro è precipitato fino allo shock settico, risultato fatale. I consulenti nominati dal Tribunale hanno stabilito che, con un intervento tempestivo, la donna avrebbe avuto concrete possibilità di sopravvivenza. La sentenza parla di imperizia, imprudenza e negligenza nella gestione del caso, ritenendo l’Asp “esclusivamente responsabile” dell’esito. Accolta integralmente l’istanza dell’avvocato Giuseppe Zucchetto, che ha rappresentato la famiglia della vittima.





