Catanzaro: Liste d’attesa, i dati Agenas smentiscono la “ripresa” in Sicilia
“Non è più un problema episodico ma strutturale, che richiede scelte organizzative chiare e un governo regionale finalmente all’altezza”.
“I nuovi dati Agenas sulle liste d’attesa confermano un quadro nazionale in miglioramento, ma la Sicilia resta un’eccezione negativa”. Lo dichiara oggi Michele Catanzaro, capogruppo all’Ars del Pd, commentando i dati diffusi dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, l’ente pubblico italiano che supporta il Ministero della Salute e le Regioni nel governo e nello sviluppo dei servizi sanitari.
“La diffusa tendenza al miglioramento – dice Catanzaro – non oltrepassa lo Stretto: tra il 2025 e i primi quattro mesi del 2026 l’Isola peggiora sia nelle prime visite sia negli esami diagnostici, collocandosi agli ultimi posti per capacità di rispettare i tempi previsti”.
Per le visite, la Sicilia scende dall’88 all’80,6%, una delle cinque Regioni in arretramento. Crollano le urgenze (76,5%), le brevi (75%) e soprattutto le differite (74%). Peggiorano anche le programmate, pur restando sopra la media nazionale. Ancora più grave la situazione degli esami diagnostici: mentre l’Italia sale all’84,7%, la Sicilia precipita al 72,8%, con un tracollo nelle urgenze, rispettate solo nel 55,1% dei casi. Alcune prestazioni diventano quasi “introvabili” nei tempi: ecografia mammaria urgente (23,6%), risonanza encefalo (24,2%), elettromiografia (25%), risonanza addome (30%), colonscopia (40%). Dati che indicano criticità strutturali, non episodiche. A ciò si aggiunge un’anomalia tutta siciliana: nel 19,1% dei casi il paziente riesce a contattare il CUP solo dopo che i tempi massimi sono già scaduti, segnale evidente di difficoltà di accesso alla prenotazione.
“Non è più un problema episodico ma strutturale – dice Catanzaro – che richiede scelte organizzative chiare e un governo regionale finalmente all’altezza”.





