Termine al fianco di Nobile: "Inaccettabile che Siciliacque riduca fornitura ad inizio estate" - Corriere di Sciacca

Termine al fianco di Nobile: “Inaccettabile che Siciliacque riduca fornitura ad inizio estate”

termine nobile

“Decisione gravissima, che rischia di far ripiombare il nostro territorio nell’emergenza proprio nel momento in cui cittadini, imprese e operatori turistici hanno bisogno di certezze e programmazione”

“Basta con la prepotenza di Siciliacque. Basta ricatti. Dia ai cittadini tutta l’acqua di cui hanno bisogno per affrontare la stagione estiva”. È quanto chiede il sindaco di Sciacca Fabio Termine sulle vicenda della riduzione idrica disposta da Siciliacque ad Aica per via di un importo mensile giudicato basso rispetto alle necessità del territorio. Il cda di Aica, con a capo Danila Nobile, ha già contestato con forza la decisione della società di sovrambito, che non può privare il territorio di acqua ad avvio della stagione estiva, a fronte di un percorso di recupero e risanamento che il gestore sta facendo. “Non possiamo più accettare – dice Termine – che sulla pelle dei cittadini della provincia di Agrigento si continui a giocare una partita fatta di pressioni, minacce e ricatti istituzionali”. Per Termine quella di Siciliacque è una “decisione gravissima, che rischia di far ripiombare il nostro territorio nell’emergenza proprio nel momento in cui cittadini, imprese e operatori turistici hanno bisogno di certezze e programmazione”. “E’ inaccettabile – aggiunge – soprattutto dopo l’accordo siglato con AICA per il rientro del credito da 20 milioni di euro. È inaccettabile dopo il grande lavoro di risanamento portato avanti dalla Direzione Generale e dal Consiglio di Amministrazione di AICA, che sta finalmente riportando in equilibrio i conti dell’azienda. Ma soprattutto è inaccettabile perché questa terra aveva scelto una strada chiara: quella della gestione pubblica dell’acqua. I cittadini hanno votato per l’acqua bene comune e non merce, prodotto su cui far soldi. E invece oggi ci ritroviamo con gli acquedotti siciliani nelle mani di Siciliacque, una società partecipata al 25% dalla Regione Siciliana che continua a esercitare una posizione dominante nei confronti di intere comunità. Non si può pensare di affrontare l’estate – continua – senza garantire un aumento delle forniture idriche ai comuni della provincia di Agrigento. Non si può utilizzare l’acqua come strumento di pressione finanziaria. Questo non è soltanto immorale: è delittuoso”. Termine ha rivolto un appello forte a tutti i sindaci della provincia: serve una presa di posizione unitaria e senza ambiguità. E chiede alla deputazione regionale di intervenire immediatamente ed al governo regionale di assumersi fino in fondo la responsabilità politica di questa situazione e di impedire che si consumi l’ennesima estate di emergenza e mortificazioni.

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