Acqua: invasi pieni ma quartieri a secco. Ecco perchè il problema non è la siccità - Corriere di Sciacca

Acqua: invasi pieni ma quartieri a secco. Ecco perchè il problema non è la siccità

acqua rubinetto a secco

Cresce la protesta dei residenti di diverse zone. Il quartiere Perriera è a secco da 8 giorni, tra San Marco e Maragani niente acqua da 10 giorni

Da oltre una settimana il quartiere Perriera vive una delle peggiori crisi idriche degli ultimi mesi. Le utenze di via delle Azalee, via Modena, via Fratelli Cervi, via De Nicola e delle strade limitrofe sono senza acqua da otto giorni, costringendo famiglie, attività commerciali e perfino scuole a ricorrere alle autobotti. Le cause del disservizio restano ignote, alimentando frustrazione e timori per un’estate che si annuncia già critica. Ma è probabile che la riduzione di fornitura di Siciliacque stia producendo i suoi effetti. Anche dalla zona di San Marco, ed in particolare Maragani, arrivano segnali di carenza di approvvigionamento che si avvicina a due settimane. Problemi anche in altri quartieri. Ed è davvero paradossale, ma anche scandaloso e preoccupante, che dopo l’inverno più piovoso degli ultimi anni, con gli invasi tutti pieni, ci sia crisi idrica. E’ la conferma di ciò che tutti pensiamo da tempo: non è la siccità il problema, ma la gestione, la programmazione, l’attività di manutenzione delle condotte. Ed in provincia di Agrigento è difficile che con l’acqua possa vedersi la luce in fondo ad un tunnel in cui siamo infilati ormai da decenni. In questo clima di crescente esasperazione interviene il consigliere comunale Giuseppe Ambrogio, che parla di una situazione “precipitata” e ormai intollerabile. I residenti, racconta, aprono i rubinetti senza sapere se uscirà una goccia d’acqua, con serbatoi vuoti e una quotidianità stravolta. “La Perriera chiede solo normalità”, afferma Ambrogio, che sollecita un intervento immediato dei vertici del servizio idrico: “Non c’è spazio per rinvii. Le cause del disservizio vanno risolte subito”. Il consigliere richiama anche la necessità di una posizione unitaria dei sindaci del territorio, in linea con quanto già emerso nel dibattito provinciale, e chiede al Governo regionale un’azione rapida e strutturale per evitare che Sciacca e i comuni vicini affrontino un’altra estate segnata da turni saltati e carenze croniche.

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