Autobottisti di nuovo contro Aica
“Regole incerte, rischio stop al servizio dal 9 maggio”. Il timore è che, senza un accordo chiaro, il territorio possa restare senza un servizio essenziale proprio all’inizio dell’estate.
La protesta delle 39 ditte che trasportano acqua potabile nella provincia di Agrigento apre una frattura con Aica alla vigilia del nuovo sistema che partirà il 9 maggio. Gli operatori, da anni fondamentali in un territorio segnato da carenze idriche, denunciano mancanza di informazioni e timori per la continuità del servizio. I trasportatori ricordano di aver garantito rifornimenti a famiglie, attività, scuole e ospedali, intervenendo anche nelle emergenze e spesso senza ricevere pagamenti puntuali. Molti crediti maturati ai tempi di Girgenti Acque non sono mai stati saldati. Ora Aica prevede che solo gli iscritti al nuovo elenco autorizzato potranno accedere ai punti di carico, ma non ha ancora comunicato tariffari, contratti o modalità operative. Il nuovo modello impone richieste tramite piattaforma o numero dedicato, verifiche tecniche prima dell’invio dell’autobotte e pagamenti esclusivamente in bolletta. Per chi è servito dall’acquedotto il trasporto resterà a carico dell’azienda, mentre per le utenze isolate saranno addebitati sia acqua sia trasporto. Secondo gli operatori, il sistema rischia di trasformare la loro attività in una dipendenza operativa da Aica, senza tutele né autonomia. «Non siamo dipendenti Aica – affermano – e abbiamo diritto a conoscere le condizioni prima di aderire». Il timore è che, senza un accordo chiaro, il territorio possa restare senza un servizio essenziale proprio all’inizio dell’estate.





