«Favara abbraccia Gabriele: un addio che spezza il silenzio»

funerale vaccaro 2026

Lacrime, rabbia e una comunità intera raccolta attorno alla famiglia del 25enne ucciso a Pavia

Favara oggi si è fermata davvero. La Chiesa Madre non è bastata a contenere la folla che ha voluto accompagnare Gabriele Vaccaro nel suo ultimo viaggio: giovani, anziani, famiglie, gente comune stretta in un dolore che unisce e ferisce. L’arcivescovo Alessandro Damiano ha parlato di una «morte assurda», di una violenza che lascia vuoti profondi e domande senza risposta, invitando a ritrovare un senso dentro una comunità smarrita. Accanto ai familiari, le istituzioni di Favara e Pavia, unite dallo stesso lutto: bandiere a mezz’asta, attività sospese, un silenzio che racconta più delle parole. Gabriele, 25 anni, lavoratore che aveva scelto Pavia per costruirsi un futuro, è stato colpito a morte nel parcheggio Cattaneo dopo una lite improvvisa. Una pizza ancora chiusa sul cruscotto è l’immagine più crudele di una vita interrotta. Le indagini ricostruiscono un’aggressione fulminea: un sedicenne avrebbe sferrato il colpo al collo, mentre gli altri quattro del gruppo sono indagati per omissione di soccorso e concorso. L’arma non è stata trovata. L’autopsia dovrà chiarire se un intervento immediato avrebbe potuto salvare Gabriele. Favara e Pavia oggi piangono insieme. E chiedono giustizia, ma soprattutto un perché che nessuno riesce ancora a pronunciare.