Ecotassa in Sicilia: come viene ripartita
Approvato il decreto che stabilisce come ripartire il 35% del gettito: risorse ai Comuni per mitigare l’impatto ambientale e sanitario nei territori più esposti.
Definiti i criteri per il riparto dell’Ecotassa tra i Comuni siciliani che ospitano o si trovano vicino a impianti di smaltimento. La giunta regionale ha approvato il decreto dell’assessorato all’Energia che stabilisce come distribuire il 35% del gettito annuale del tributo speciale. Il 70% della quota andrà ai Comuni che hanno nel proprio territorio discariche o inceneritori senza recupero energetico; il restante 30% sarà destinato ai Comuni limitrofi ricadenti nell’“area di disagio”, definita in base alla distanza dagli impianti, da 100 a 3000 metri a seconda della tipologia di rifiuto. L’assessore Colianni sottolinea che le risorse serviranno a compensare i disagi e finanziare interventi ambientali, sanitari e sistemi di monitoraggio. La Regione ha inoltre chiesto all’assessorato all’Economia ulteriori somme non utilizzate negli anni precedenti. Dopo il via libera della giunta, si attende ora il parere della commissione Ambiente dell’Ars per avviare le prime erogazioni, riferite al 2024 e previste entro il 2026. Il riparto sarà calcolato su tre parametri: popolazione residente (30%), superficie in area di disagio (20%) e quantità e tipologia dei rifiuti conferiti (50%). L’ecotassa auto è un tributo ambientale introdotto in Italia con la Legge di Bilancio 2019 per disincentivare l’acquisto e l’immatricolazione di veicoli particolarmente inquinanti, ovvero quelli con emissioni di CO₂ elevate.





