Confiscati i beni al prestanome di Messina Denaro: sigilli all’ultimo covo e all’auto del boss

casa bonafede cc

Il Tribunale di Trapani colpisce il geometra Andrea Bonafede, condannato a 14 anni: fu lui a prestare l’identità al capomafia durante la latitanza e le cure in clinica

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, riguardante i beni riconducibili ad Andrea Bonafede, 60 anni, il geometra di Campobello di Mazara che prestò la propria identità a Matteo Messina Denaro negli ultimi anni di latitanza. Bonafede è considerato uno dei principali fiancheggiatori del boss castelvetranese. Il provvedimento arriva dopo il sequestro effettuato nel marzo 2025, al termine di un’indagine di prevenzione condotta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura di Palermo. La confisca ha riguardato l’appartamento di Campobello di Mazara utilizzato come ultimo covo dal latitante e l’autovettura con cui Messina Denaro si spostava nel periodo in cui viveva sotto falsa identità. Contestualmente, il Tribunale ha applicato nei confronti di Bonafede anche la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per quattro anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. L’uomo è già stato condannato a 14 anni per il ruolo svolto nel supportare la latitanza del boss. Grazie ai documenti intestati a Bonafede, Messina Denaro riuscì a ottenere cure dal servizio sanitario nazionale per il tumore al colon che lo avrebbe portato alla morte nel settembre 2023. Quando il 16 gennaio 2023 i Carabinieri del Ros fecero irruzione nella clinica La Maddalena di Palermo, cercavano proprio il paziente registrato con il nome di Bonafede, certi che dietro quella identità si nascondesse il capomafia. Il boss fu poi arrestato nel parcheggio della struttura, mentre si trovava a bordo dell’auto guidata dal suo autista, Giovanni Luppino, anch’egli finito in manette.