Parla l’anziana saccense che ha teso la trappola al “finto carabiniere”
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Ha fatto trovare a casa al momento della consegna del denaro due veri carabinieri che hanno arrestato un malvivente catanese
SCIACCA- Per Roberto Oglialoro, 30 anni, residente a Padova, quella sembrava una truffa facile: una telefonata a un’anziana di 75 anni, la classica messinscena del “falso carabiniere”, e la richiesta di soldi e gioielli. Ma non aveva fatto i conti con Rita Angela Guidotto, una donna lucida, determinata e cresciuta in una famiglia profondamente legata all’Arma. Figlia, moglie, madre, nonna e suocera di carabinieri, Rita Angela ha raccontato alla collega Francesca Capizzi del Giornale di Sicilia, che ha subito capito di trovarsi davanti a un tentativo di truffa. Aveva già ricevuto una chiamata simile e, memore dei consigli dei suoi familiari, ha deciso di tendere una trappola al malvivente. Ha finto paura, ha inscenato disperazione, ha risposto alle richieste dei truffatori mantenendoli al telefono e convincendoli di avere la situazione sotto controllo. Nel frattempo, il marito ha avvisato il figlio Antonio Ursetta, appuntato scelto, e il genero Roberto Rizzo, luogotenente, entrambi carabinieri in servizio a Sciacca. I due si sono precipitati a casa, si sono nascosti in stanze diverse e hanno atteso il momento giusto. Quando Oglialoro ha bussato alla porta per ritirare denaro e oro, la signora lo ha fatto entrare, seguendo alla lettera il piano concordato. Mentre il truffatore comunicava con il complice al telefono, convinto di averla ingannata, i veri carabinieri sono intervenuti alle sue spalle, arrestandolo in flagranza. Una pattuglia era già pronta sotto casa. L’arresto è stato convalidato e per l’uomo sono stati disposti i domiciliari. «Gli anziani non sono ingenui come credono i truffatori», ha detto Rita Angela. «Possiamo proteggerci e proteggere la nostra famiglia». Il figlio e il genero sottolineano l’importanza di avvisare subito un parente fidato e denunciare immediatamente telefonate sospette. Non credere mai a chi, al telefono, chiede denaro in nome di un familiare in difficoltà. Dietro c’è sempre una truffa.





