Sei associazioni chiedono al Prefetto l’apertura di un tavolo di crisi sul servizio idrico
AGRIGENTO. Una richiesta per l’apertura di un tavolo di crisi sul servizio idrico è stata inoltrata al Prefetto di Agrigento da parte delle associazioni Centro Consumatori Italia, Codacons, Legambiente, Konsumer, Comitato Intercomunale e per la Gestione dell’Acqua Pubblica e Titano, firmata dai responsabili, Fabrizio Raso, Giuseppe Di Rosa, Giuseppe Di Miceli, Daniele Gucciardo, Franco Zammuto e Alvise Gangarossa.
Una richiesta che matura dopo le dichiarazioni del Commissario Venuti e con alle porte la costituzione dell’Azienda Speciale Pubblica, da ieri AICA, quale nuovo gestore del servizio idrico agrigentino.
Le associazioni prendono atto che “il nuovo gestore del servizio idrico, l’AICA l’azienda Speciale Pubblica voluta dai Sindaci della’ATI AG9 per la gestione del SII ad oggi non è costituita e nemmeno operativa; che l’Ati non ha i presupposti per affrontare la drammaticità della crisi idrica, a cominciare dalle ingenti somme che i Comuni devono conferire nella nuova Azienda per la gestione di un servizio idrico complesso come quello agrigentino in quanto riteniamo che non si può gestire con un’Azienda il cui capitale sociale è di 20.000 euro; che la situazione idrica è diventata drammatica per la contemporaneità della Gestione prefettizia e della Gestione del Fallimento dichiarato dal Tribunale di Palermo nei confronti della Girgenti Acque Spa e della controllata Hydortecne Srl”.
Le sei associazioni, nella lettera inviata al Prefetto, evidenziano che “i cittadini agrigentini rischiano di restare senza la continuità del Servizio Pubblico essenziale quale è quello idrico” e quindi chiedono “di attivare un tavolo di unità di crisi per l’emergenza idrica”.
Un tavolo “al fine di adottare nell’immediatezza le necessarie misure urgenti di carattere palliativo, ma, soprattutto, orientate alla ricerca delle soluzioni possibili, con l’ausilio di un condiviso programma delle azioni e degli interventi da eseguire, con annesso calendario operativo, al fine di traghettare la gestione verso il nuovo gestore pubblico del servizio idrico AICA che dovrebbe essere costituita in settimana”.
Ma qui c’è un dubbio, legittimo, da parte delle associazioni: “Ma operativa chissà quando?”
Le associazioni chiedono che attorno al tavolo siedano il Commissario Prefettizio ad oggi ancora in carica, i Curatori fallimentari, i Sindaci dell’Ati Ag 9, l’Assessore regionale per l’Energia e per i Servizi di Pubblica Utilità, i responsabili del Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione siciliana, l’Autorità di Bacino del Distretto
Idrografico della Sicilia, le rappresentanze sindacali, le associazioni dei consumatori, le associazioni e i Comitati per l’acqua pubblica.





