VIA ELEONORA D’ARAGONA, L’UNICREDIT NON SCARICHEREBBE NELLA CONDOTTA FOGNARIA

L’esito del sopralluogo di stamane all’edificio dell’istituto di credito Unicredit di piazza Mariano Rossi ha concretizzato un primo sospetto che i tecnici della Girgenti Acque avevano avanzato. I reflui della sede della banca non affluiscono nel collettore fognario della rete pubblica. Il sopralluogo è stato effettuato versando il blu di Melitene, una sostanza organica di colore verde che a contatto con l’acqua diventa blu.

Dai servizi igienici della banca è stato immesso il liquido. Se la conduttura della banca fosse stata collegata al collettore fognario sarebbe emerso, in modo evidente, il liquido blu. Si tratterebbe, dunque, di un guasto alla conduttura privata dell’istituto di credito. Tale guasto crea la dispersione dei reflui nei terreni sottostanti.

Di recente, Girgenti Acque ha riparato e messo in sicurezza la fogna sotto la via Eleonora d’Aragona. Un lavoro anche di messa in sicurezza. Anni di perdite di reflui hanno eroso il terreno sottostante. Nel corso dei lavori, i tecnici della Girgenti Acque hanno notato che vi era ancora qualcosa d’altro rispetto al guasto riparato. Tanto è vero che la via Eleonora d’Aragona è rimasta chiusa al traffico, creando forti disagi al tessuto commerciale del centro storico e alla viabilità.

Si è proseguito, dunque, con il sospetto che le ulteriori perdite di reflui potessero provenire dalla sede dell’Unicredit. Il sopralluogo di stamane e le prove con il blu di Melitene hanno confermato che i reflui della sede bancaria non finiscono nel collettore della rete fognaria pubblica. Devono, però, essere effettuate ulteriori prove per avere il quadro certo completo. In effetti, tra il collettore fognario e le condutture della banca c’è un pozzetto che risulterebbe intasato.

I danni sono notevoli oltre a quelli ambientali. I reflui hanno contribuito ad erodere il terreno sottostante la banca e anche un tratto di via Eleonora d’Aragona.

Filippo Cardinale