TERME: E’ ORA DI SCOPRIRE LE CARTE

EDITORIALE

Il tema del futuro delle terme si fa sempre più pregnante. L’assessore regionale al Bilancio, Gaetano Armao e il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, hanno diffuso , nel tardo pomeriggio di venerdì 25 febbraio, un comunicato stampa sul riordino delle società partecipate. Tra queste, come è noto, sono incluse le Terme di Sciacca. La prima sensazione di aborrimento l’ho provata nel leggere che le “terme di Sciacca non sono strategiche per la Regione”. La seconda sensazione, che è uguale alla prima, l’ho provata nel constatare che nella nota degli illustri personaggi politici si usa il verbo “dismettere”. Il verbo non è usato a caso, perché un amministrativista fine come lo è Armao pesa bene la terminologia. Il verbo utilizzato ci trasmette una forte preoccupazione per la configurazione del futuro delle Terme. Una preoccupazione che lievita sensibilmente se al verbo usato da Armao si somma la lungaggine con cui si sta operando, ma soprattutto il silenzio con cui si sta procedendo.

Non ci è difficile riconoscere al presidente Lombardo la capacità con cui, in zona cesarini, ha evitato il fallimento della società termale. Ciò che è di Cesare non può essere tolto, ma è pure vero che se la società fosse fallita sarebbe stato politicamente deleterio per l’immagine di Lombardo. Fu solo amore per le Terme, il salvataggio? Crediamo che a tale sentimento bisogna aggiungere anche la sindrome del torsolo di cattiva effige ( più nota nella versione trunzu di mala fiura). Ma basta la salvezza dal fallimento per assecondare un silenzio preoccupante sul percorso che la Regione sta compiendo per la “dismissione” della risorsa termale? Appare evidente, a questo punto, che l’amministrazione comunale, in sinergia con il consiglio comunale, facciano valere appieno la loro missione di tutela del bene collettivo, perno di una economia su cui poggia la città termale. Si impegnino , quali rappresentanti della sovranità popolare, a invitare il Presidente della Regione a Sciacca, e nel luogo istituzionale, quale il civico consesso, ad esporre in maniera chiara ed inequivocabile il percorso delle prossime settimane che riguarda il futuro delle nostre terme. Non si pongano paletti di protocollo istituzionale, dimostri il Presidente della Regione che il suo passaggio a Sciacca nel maggio del 2009 non sia stato solo d’effetto. E allora, dimostrino parlamentari ed ex parlamentari, consiglieri comunali, assessori, e in primis il sindaco, di essere estimatori della trasparenza e della chiarezza, ma soprattutto dell’amore senza interessi verso la risorsa termale. Facciano valere la loro caratura, il loro peso, la loro determinazione. E’ un’occasione per dimostrare che la politica è fatta anche di fatti e non solo di parole, o peggio ancora di enunciazioni.

I saccensi hanno il diritto di capire, entro i tempi regolamentari, qual è il percorso che la Regione sta disegnando per le Terme di Sciacca. Nel caso contrario, e cioè di scelte assunte dopo i tempi regolamentari scaduti, sarà responsabilità che dovrà assumersi la classe politica e dirigente di questa città. E, in fine, apprendiamo che martedì prossimo il sindaco Vito Bono e l’assessore Michele Ferrara incontreranno il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Si sentono i due di mettersi sulle spalle, da soli, un peso di responsabilità cotanto pesante? Oppure ritengono di aprire un ventaglio più ampio di rappresentanza capace di rappresentare in modo più esteso la collettività saccense? E’ giunto il momento di gettare sul tavolo le carte e dichiarare il proprio gioco.

Filippo Cardinale

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