Sciacca, Medicina senza primario: scoppia il caso nel reparto cardine dell’ospedale
Scaduto l’incarico al facente funzioni Loriano Malfa, il reparto di Medicina del “Giovanni Paolo II” resta senza guida. Medici, CittadinanzAttiva e politica chiedono un intervento urgente dell’Asp.
Il reparto di Medicina dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca è senza un direttore e cresce la preoccupazione per una situazione che investe uno dei servizi più importanti del presidio sanitario cittadino. Alla base della vicenda c’è il mancato rinnovo dell’incarico al dottore Loriano Malfa, che negli ultimi anni ha guidato l’Unità Operativa Complessa in qualità di facente funzioni. I medici del reparto hanno manifestato il proprio disagio ai vertici dell’Asp di Agrigento, ritenendo indispensabile la presenza di una figura di riferimento per affrontare attività cliniche, organizzative e gestionali. Il nodo nasce da una convenzione che dal 2019 affida formalmente la direzione della struttura all’Università di Palermo. Proprio per tale motivo non sarebbe stato bandito il concorso per la copertura del posto di direttore. Tuttavia, secondo le contestazioni emerse nelle ultime settimane, quella direzione universitaria non sarebbe stata esercitata concretamente da anni, mentre il reparto avrebbe continuato a operare grazie a incarichi temporanei e all’impegno del personale sanitario. Sulla vicenda è intervenuto il Tribunale per i Diritti del Malato di Sciacca, rete di CittadinanzAttiva, che ha chiesto al commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Alessandro Delle Donne, di revocare la convenzione con l’Università di Palermo, bandire con urgenza il concorso per il direttore dell’Uoc Medicina e rinnovare nelle more l’incarico di facente funzioni. La richiesta è stata sottoscritta dalle rappresentanti Pierina Di Martino e Lilla Piazza. Intanto il caso è approdato anche all’attenzione della magistratura. I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Sciacca e alla Corte dei Conti, chiedendo verifiche sull’effettivo svolgimento della direzione universitaria prevista dalla convenzione e sollecitando la revisione dell’accordo con l’Ateneo palermitano.





