“Questione morale”, l’opposizione come una squadra che attacca ma non fa goal

Consiglio Comunale Sciacca

Ieri sera la seduta comunale ha dibattuto l’ordine del giorno, urgente, sulla questione morale, conseguenza degli affidamenti di servizi all’associazione Terre di Dedalo i cui componenti sono familiari dell’assessore Francesco Dimino

SCIACCA- C’era una volta, nei piccoli paesi, lu vanniaturi, un omino che la sera girava per le vie del paese a comunicare notizie importanti. Per attirare la sua attenzione, usava il tamburo: “sintiti, sintiti, sintiti”. La seduta di ieri sera è stata preceduta da diffusione dell’evento consiliare, oggi in forme diverse e più tecnologiche, ma l’obiettivo è uguale. Ci si aspettava un pubblico delle grandi occasioni che da casa, e con popcorn da sgranocchiare, seguiva la seduta consiliare. Insomma, si era creato un clima da grande attesa. Non entriamo dentro le dinamiche che hanno costituito il fatto, o i fatti, che hanno coinvolto l’assessore Francesco Diminino. Non lo facciamo perché si è già data ampia contezza.
La seduta si è svolta come in un campo di calcio, due squadre avversarie che si affrontano. Da una parte l’opposizione, dall’altra il solitario sindaco Fabio Termine nella veste di difensore alla Benetti dell’assessore Francesco Dimino. Quest’ultimo il principale protagonista. Ma è rimasto in silenzio. Pur destinatario di colpe, ma soprattutto accusato di aver abusato, calpestato il valore della moralità dell’Ente, è rimasto avvolto nel suo silenzio. Nella sua posizione, altri avrebbero assunto la dialettica di Socrate. Invece, ha sofferto chiuso nel suo silenzio lasciando il compito della difesa al sindaco Fabio Termine. Sindaco che è bravo a deviare il tema principale di un fatto per parlare di altro. Sindaco che è scivolato, degradando, in un attacco personale nei confronti del consigliere Calogero Filippo Bono, colui che ha sollevato “l’affidopoli” mostrando le carte. L’opposizione, come al solito, ha impiegato tre ore di dibattito evidenziando la profanità della questione morale all’interno del Comune. Addirittura, gli interventi erano basati sul rischio che si cementificasse un sistema ripetibile in futuro, se non fi fosse assunta una soluzione tranciante. Difesa, della democrazia, difesa del Comune, difesa del decoro dell’Ente. Difese che il sindaco Fabio Termine metterebbe in serio rischio. Tutti gli interventi sono stati d’attacco, come fa una squadra di calcio. Ma la partita che si è vista ieri sera è stata tronca, noiosa, quasi monotona. Il grosso contenitore dei popcorn si è svuotato col tempo, ma nessun risultato ha soddisfatto il pubblico. L’opposizione ha alzato gli scudi della morale, argomento intransigente. Qualche consigliere comunale ha dichiarato di essere disponibile a firmare la mozione di sfiducia. Blò e Brucculeri aveva già predisposto un foglio da firmare. Mentre altri paventavano la mozione di sfiducia solo a parole, il consigliere Giuseppe Catanzaro, con un intervento lucido e coerente, ha firmato “in diretta”, la mozione. Poi si è alzato ed è andato via, sconcertato di un clima politico nel quale non si riconosce più. Ma c’è un fatto del quale dargli merito: è stato coerente. L’opposizione ha impiegato tre ore per discutere sulla questione morale, ma senza addivenire alla conclusione più logica. Dopo aver accusato l’Amministrazione di aver usato violenza sulla questione morale basata sulla “opportunità politica”, non è stata coerente, consequenziale. Il sindaco non ha ritirato la fiducia all’assessore Dimino, l’opposizione non ha presentato la mozione di sfiducia per troncare un mandato logorato dal tempo e che ormai è alla fine. Una partita, quella di ieri sera, noiosa e monotona. Ma soprattutto l’evidenza di una squadra, quella dell’opposizione, che attacca ma non fa il goal. Dunque, azioni infruttuose. Una partita senza risultato, una partita che ha adottato lo schema del calcio degli anni sessanta. Ieri sera si è praticatala melina. La questione rimane ferma e costante. L’opposizione critica senza soluzione di continuità il fallimento dell’amministrazione Termine. Ma quando è davanti alla rete per fare il goal, si inceppa e si blocca. Così è se vi pare. Ma c’è anche un detto, can che abbaia, non morde. E l’opposizione ieri sera ha abbaiato ma non ha morso.

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