Quell’ecomostro che da oltre 20 anni deturpa il centro

Ospedale via Figuli

Le polemiche burocratiche o i progetti alternativi caldeggiati da più parti rischiano, come spesso accade in città, di condannare la realizzazione dell’agognato parcheggio a tanti altri anni di colpevole immobilismo.

di Emanuele Sala

La recente approvazione dell’Accordo di Programma Quadro tra Regione Siciliana, ASP di Agrigento e Comune di Sciacca accende finalmente i riflettori sul destino del vecchio ospedale di via Figuli. Infatti, dopo più di venti anni di abbandono e conseguente inevitabile degrado, la prospettiva di radere al suolo quell’ormai inutile rudere per trasformarlo in un’area di sosta con qualche centinaio di posti auto non è solo una scelta logica e dettata dalla razionalità, ma anche un modo di dotare la città di un nuovo parcheggio, che dia un valido sollievo ad una città fortemente penalizzata dalla cronica carenza di posti auto,  per di più a poca distanza dallo stabilimento termale e dal centro storico. Chiunque viva o visiti Sciacca conosce bene il problema. Trovare un parcheggio nel centro storico o nelle aree limitrofe specialmente nelle serate di “eventi estivi”, ma anche quotidianamente si tramuta spesso in una “caccia al tesoro” snervante. I posti auto attuali sono insufficienti, e la mancanza di spazi d’interscambio penalizza non solo i residenti, ma anche l’economia locale e le attività commerciali del centro. Lasciare in piedi un edificio fatiscente, dismesso da decenni e ormai trasformato in un rudere in pieno centro, è un lusso e uno spreco che Sciacca si è permessa per decenni, ma che non è più tollerabile, specialmente in vista della auspicata riapertura del complesso termale. La semplice demolizione dell’ex ospedale di via Figuli, infatti, libererebbe una superficie preziosa, pronta a essere restituita alla comunità sotto forma di un grande parcheggio inizialmente a raso, poi possibilmente multipiano.

Il progetto legato all’area dell’ex ospedale si inserirebbe nella più ampia e agognata strategia di rilancio prevista per le storiche Terme di Sciacca. Un grande polo attrattivo per fruitori di servizi termali e turisti non può, infatti, prescindere da una sufficiente dotazione di posti auto. I turisti ma anche i cittadini devono poter parcheggiare agevolmente ai margini del centro-storico e poter raggiungere a piedi, o nel caso di anziani e disabili con bus-navetta, le zone termali e monumentali della città.  Fra l’altro meno auto che girano a vuoto alla ricerca spasmodica di un parcheggio significherebbero poi meno inquinamento ambientale e acustico e una migliore viabilità, sicuramente più fluida e con meno intasamenti. Abbattere un edificio ormai gravemente degradato cancellerebbe poi anni di incuria sia dal punto di vista igienico-sanitario e della sicurezza che da quello urbanistico. D’altro canto le polemiche burocratiche o i progetti alternativi caldeggiati da più parti rischiano, come spesso accade in città, di condannare la realizzazione dell’agognato parcheggio a tanti altri anni di colpevole immobilismo. Il “semplice” abbattimento della vecchia struttura di Via Figuli dovrebbe invece diventare il simbolo di una svolta ammnistrativa improntata a sano pragmatismo e voglia di realizzare. Demolire il vecchio ospedale per fare spazio ad un parcheggio significherebbe invece pensare al presente con sano realismo, dando alla città un’infrastruttura funzionale e finalmente utile per le necessità cittadine di tutti i giorni e dei momenti “speciali”. Ci sarà poi il tempo di trovare progetti e finanziamenti, se considerati necessari, per realizzare un parcheggio multipiano, senz’altro di più difficile realizzazione rispetto ad un già utilissima e per molti versi indispensabile infrastruttura con posti auto a raso.

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