Progetti milionari, varianti urbanistiche e scelte assunte sulla testa dei saccensi
L’assetto urbanistico della città è messo alla prova da scelte progettuali milionarie assunte a Palermo senza che la città ne sia a conoscenza. Progetti milionari che hanno necessità dell’approvazione di varanti urbanistiche al Piano Regolatore Generale in vigore. Progetti calati dall’alto senza che i cittadini abbiamo idea di una visione futura della città. Scelte ragionate o scelte che rischiano di deragliare dal vero interesse della città?
SCIACCA- Nel corso della campagna elettorale per l’elezione del sindaco, l’allora candidato Fabio Termine, oggi sindaco, rimarcava con costanza di continuità che avrebbe adottato il metodo dell’Agorà, massima espressione della democrazia nell’antica cultura greca, indicante la piazza principale della polis dove esercitarla. Fabio Termine insisteva su questa forma di coinvolgimento dei cittadini come cerniera necessaria tra le scelte importanti di sviluppo della città e l’interesse dei cittadini chiamati a discutere, criticare e condividere gli interessi della polis. Certo, oggi è inimmaginabile pensare di riempire piazza Angelo Scandaliato con un raduno dei cittadini per discutere sulle sorti della città. Il lato opposto, però, è che la città sia oggetto di progetti importanti, con decine e decine di milioni di denaro pubblico, senza che ne sia a conoscenza, senza che abbia l’irrinunciabile diritto a esprimere l’essenza della democrazia nel proprio coinvolgimento. Tuttavia, non è pensando che la zattera della democrazia cittadina sia esclusivamente il Consiglio comunale, sede dei rappresentanti del popolo. Non lo è quando approdano le varianti urbanistiche per progetti milionari nei confronti dei quali i rappresentanti del popolo eletti devono esprimersi pressati dai tempi ridotti, senza avere l’opportunità di un approfondimento, di confrontarsi con chi li ha eletti. Progetti che sulla carta magari dipingono lo sviluppo della città simile al Paese delle Meraviglie ma poi si rivelano tutt’altro.
Molti progetti di investimenti ultramilionari stanno interessando la città. Molti di questi “atterrano” sul tessuto cittadino dall’alto. Scelte assunte fuori dall’ambito urbano, spesso nei salotti palermitani, qualche volta in paesi della nostra provincia, sovente nella parte est. Non certo perché quel punto cardinale rivolge un amore particolare per lo “sviluppo” della nostra Sciacca.
Vi è in città quasi un automatismo. Si crea una ipotesi di sviluppo. Poi cala il silenzio. Si spezza con qualche idea che viene presentata in punta di piedi. Si attira un pò di attenzione. Ma non si approfondisce, non si discute, non si illustrano i pro e i contro. Non c’è dibattito. Per magia, è il passo successivo, arriva la notizia. Vi è un recentissimo caso. Il sindaco annuncia la notizia che l’Asp di Agrigento e la Regione siciliana hanno stipulato una convenzione con la quale la prima cede l’ex ospedale di via Figuli alla Regione per trasformarlo in parcheggio. Sciacca ha bisogno di parcheggi, ma ci sono altre idee alternative a sostegno dell’impegno del presidente della Regione nel riaprire le terme? L’anello debole sta proprio qui, nella mancanza di un dibattito, di un coinvolgimento della città. Il parcheggio dal costo di 25 milioni è prioritario rispetto alla mancanza di posti letto a sostegno dello sviluppo delle terme, considerato che il Grand Hotel delle Terme è una piccola struttura?
L’unico dibattito sulla questione dell’ex ospedale avverrà in Consiglio comunale, non tanto per la bontà del progetto ma perchè la realizzazione di esso comporta l’approvazione di una variante urbanistica. Qui c’è l’ultima fase di quell’iter prima spiegato. I tempi ristretti per l’approvazione della delibera di variante, la mancanza di un ampio dibattito coinvolgente ed esaustivo. La pressione ideologica sul Consiglio comunale che traccia una demarcazione tra buoni e cattivi. Tra chi è favorevole e chi no per fondati motivi. La paura di essere tacciati di remare contro la città. Questo è un efficace deterrente per offuscare la ragione di deve esprimere liberamente la valutazione tramite volto in aula consiliare.
Ci sono progetti milionari in arrivo. Il bene della città, il suo ragionato sviluppo, devono prevalere su ogni altro aspetto. Ed è su questo binario che quell’Agorà promessa dal sindaco Fabio Termine deve trovare concretezza. Il dibattito e la trasparenza devono essere elementi cardini e alla base di un vero sviluppo della città aderente alle esigenze reali e funzionali alla valorizzazione delle sue risorse patrimoniali. Serve e necessita per evitare che scelte assunte dall’alto e da fuori perimetro urbano servano a valorizzare altri patrimoni diversi da quelli che la città possiede.





