Olio DOP a 6,70 euro, è rivolta: stop alla raccolta

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I sindaci con gli agricoltori: nasce il Comitato permanente. Magazzini pieni, costi alle stelle, aziende in perdita: chiesta crisi di settore a Roma e Regione

SCIACCA – L’olivicoltura siciliana alza bandiera bianca. Raccolta e molitura sospese. Un gesto estremo, di rottura. Da Sciacca a Menfi, da Sambuca a Montevago, da Caltabellotta a Santa Margherita Belice, fino al trapanese, i Comuni scendono in campo. Non è più protesta, è sopravvivenza. Alla base un numero che è una condanna: 6,70 euro al chilo per l’extravergine DOP Val di Mazara. Un prezzo stracciato che non copre nemmeno i costi di raccolta, manodopera, gasolio e frantoio. Mentre le spese esplodono, nei magazzini siciliani marciscono 16 mila tonnellate di olio invenduto. Il comparto è al collasso. Alcuni produttori pensano già di lasciare le olive sugli alberi: raccogliere significa rimetterci. Per questo è nato il Comitato Permanente Intercomunale a difesa dell’olio DOP e della dignità del lavoro agricolo. Un fronte unico che trasforma la rabbia in ultimatum. La richiesta a Governo e Regione è chiara: dichiarazione immediata dello stato di crisi, ristori straordinari, taglio dei costi di produzione e controlli veri sull’origine degli oli che drogano il mercato .Senza fatti concreti, il simbolo dell’agricoltura siciliana rischia di scomparire.

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