No al paziente da Pte di Menfi e Pronto Soccorso di Sciacca: Asp ricostruisce e replica ma Urologia rimane chiusa nei week end
“Non risulta accesso a PS della persona citata nella segnalazione. A Sciacca sono presenti tutti i presidi per le emergenze/urgenze. Le prestazioni urologiche sono garantite tramite trasferimento in ambulanza ad Agrigento per le urgenze non procrastinabili”.
Duecento chilometri in auto per un catetere: la denuncia al tribunale per i diritti del malato di Ines Sutera, presidente dell’associazione Algea, che nelle scorse settimane per una prestazione urologica urgente, il padre Stefano di 83 anni ha dovuto raggiungere il Civico di Palermo dopo i no del Pte di Menfi e del pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca, si arricchisce della replica dell’Asp di Agrigento. Attraverso un accertamento con la formula dell’Audit Clinico, l’azienda ha ricostruito la vicenda, ammettendo però che ci sono problemi di personale sia a Menfi sia nel reparto di Urologia di Sciacca, che nei fine settimana chiude. L’Asp riferisce, nel caso specifico, che “dall’1 ottobre 2026 ad oggi non risultano registrazioni a nome di Stefano Sutera al Pronto Soccorso di Sciacca, che nella segnalazione non viene specificato da chi ha avuto le informazioni secondo cui al PTE di Menfi e al PS di Sciacca non ci fosse servizio”. L’Asp chiarisce che a Sciacca sono presenti tutti i presidi per le emergenze/urgenze e che le prestazioni urologiche, in attesa del completamento della dotazione organica, sono garantite tramite un modello organizzativo che prevede il trasferimento in ambulanza ad Agrigento per le urgenze non procrastinabili. Sono state comunque confermate le criticità della carenza medici al PTE di Menfi e in Urologia a Sciacca, dove il reparto chiude al venerdi pomeriggio e riapre il lunedi mattina.





