L'eterno cantiere al porto di Sciacca: una diffida "sveglia" la Regione - Corriere di Sciacca

L’eterno cantiere al porto di Sciacca: una diffida “sveglia” la Regione

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Intimati interventi di bonifica e messa in sicurezza del cantiere entro 10 giorni

La diffida presentata dal comitato Aliai, tramite l’avvocato Calogero Marino, ha finalmente costretto la Regione Siciliana a intervenire sul cantiere fermo della banchina riva nord, bloccato da anni in un limbo burocratico e diventato fonte di degrado per commercianti e residenti di Gaie di Garaffe. Il dirigente generale dell’assessorato alle Infrastrutture, Salvatore Lizzio, ha risposto alle segnalazioni, ma rivolgendosi direttamente al Consorzio Conpat, l’impresa che vinse l’appalto e poi abbandonò il progetto lasciando l’area in condizioni critiche. Dopo anni di ipotesi mai concretizzate – compresa quella di affidare i lavori alla seconda classificata – la Regione intima ora alla ditta di ripristinare la sicurezza del cantiere entro 10 giorni, avvertendo che, in caso di ulteriore inadempienza, procederà con lavori in danno. Si tratta però solo di interventi di messa in sicurezza, non della ripresa dell’opera. Parallelamente, il Rup dovrà redigere con urgenza una perizia per definire gli interventi necessari. Secondo l’avvocato Marino, questa potrebbe essere la prima vera svolta verso l’affidamento dei lavori alla ditta successiva in graduatoria. Un fatto è certo: senza la diffida dei commercianti, su questa vicenda – ferma da anni – non sarebbe arrivato alcun segnale.

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