Favara, acqua contaminata distribuita alle famiglie: scoperto un canale abusivo
Nessuna certificazione, nessun controllo, nessuna garanzia di potabilità. Le analisi di laboratorio hanno confermato i sospetti
Nel pieno di una crisi idrica che da anni segna il territorio agrigentino, i carabinieri della tenenza di Favara hanno scoperto un sistema clandestino di distribuzione di acqua potabile che riforniva abitazioni private senza alcuna garanzia sanitaria. Un’attività illegale che, secondo gli investigatori, metteva a rischio la salute dei cittadini pur di alimentare un business parallelo. Durante un controllo sul territorio disposto dal Comando provinciale di Agrigento, i militari hanno individuato un’autobotte mentre scaricava acqua nei serbatoi di una casa di Favara. Una scena apparentemente ordinaria, che però ha insospettito gli uomini dell’Arma. Gli accertamenti immediati hanno rivelato che il mezzo non aveva autorizzazioni per il trasporto di sostanze alimentari e che il conducente non risultava registrato come operatore del settore. Ricostruendo il percorso dell’autobotte, i carabinieri sono arrivati alla fonte del rifornimento: un pozzo privato, nascosto all’interno di un terreno dell’indagato e completamente sconosciuto alle autorità sanitarie. Nessuna certificazione, nessun controllo, nessuna garanzia di potabilità. Le analisi di laboratorio hanno confermato i sospetti: l’acqua era gravemente contaminata da batteri di origine fecale, assolutamente non idonea al consumo umano e potenzialmente pericolosa per chi la utilizzava per bere, cucinare o lavarsi. Il pozzo e l’autobotte sono stati posti sotto sequestro e l’uomo è stato denunciato per violazioni igienico‑sanitarie e per inosservanza delle norme sulla sicurezza alimentare. Le indagini proseguono per ricostruire l’estensione della rete di distribuzione e capire quante famiglie siano state raggiunte dall’acqua contaminata.





