Invasi pieni e campi fermi: esplode la protesta degli agricoltori - Corriere di Sciacca

Invasi pieni e campi fermi: esplode la protesta degli agricoltori

impianto bonifica irrigazione

Irrigazione in ritardo, 300 lavoratori senza stipendio e accuse al Consorzio Ag3: “L’acqua è un diritto, non una concessione”

L’acqua oggi non manca: gli invasi del territorio sono pieni e traboccano. Eppure l’irrigazione non è ancora partita e la tensione cresce tra agricoltori, organizzazioni professionali, sindacati e Consorzio di bonifica Ag3 Agrigento. A complicare il quadro, i circa 300 lavoratori addetti alla distribuzione idrica che da tre mesi non percepiscono stipendio né arretrati. A protestare con forza è l’associazione “Liberi Agricoltori”, che denuncia l’assenza di confronto sulle assegnazioni idriche, sulla distribuzione e sulla programmazione estiva. «Il Consorzio – afferma Dino D’Angelo – non è del commissario, ma di migliaia di agricoltori. L’acqua non è una concessione, ma un diritto che paghiamo salatamente». L’associazione ha chiesto l’intervento del Prefetto dopo le mancate risposte dell’Ente. Il commissario regionale Baldo Giarraputo sostiene che l’irrigazione può partire subito, purché gli agricoltori presentino le richieste nelle sedi zonali e paghino i bollettini. Ma la vicenda rischia di aggravarsi per il mancato pagamento delle retribuzioni: già l’estate scorsa si era sfiorato lo sciopero in piena campagna irrigua. Sul caso intervengono anche Flai Cgil e Snacob, che con Franco Colletti e Giuseppe Lauro chiedono chiarimenti: il Consorzio avrebbe fondi disponibili, eppure i lavoratori sono senza stipendio, senza arretrati e senza indennità chilometriche. La Cgil chiede di conoscere le motivazioni amministrative che bloccano la tesoreria. Una crisi che, paradossalmente, esplode proprio quando l’acqua c’è. E rischia di compromettere l’intera stagione irrigua.

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