Lanciò la figlia di 7 mesi dal balcone, assolta: era incapace di intendere e volere
La tragedia nell’aprile 2025 sotto gli occhi del fratellino. La Corte d’Assise dispone tre anni in comunità terapeutica. Anche la Procura aveva chiesto il proscioglimento
È stata assolta perché incapace di intendere e di volere la donna che nell’aprile del 2025 a Misterbianco lanciò dal balcone la figlia di appena sette mesi, uccidendola. La 41enne, affetta da gravi problemi psicologici e psichiatrici accertati dalla perizia disposta dalla Corte d’Assise di Catania, ha compiuto il gesto davanti agli occhi dell’altro figlio, poco più grande, che avrebbe tentato di fermarla mentre, quasi in trance, saliva i gradini che conducevano all’ultimo piano della palazzina. Il processo per omicidio si è concluso ieri con la sentenza di non colpevolezza. I giudici, accogliendo anche la richiesta della Procura che aveva chiesto il proscioglimento, hanno disposto per la donna la misura di sicurezza della libertà vigilata, con obbligo di permanenza per tre anni all’interno della comunità terapeutica dove è attualmente ospitata o in altra struttura che sarà individuata dal Dipartimento di Salute Mentale competente. Una vicenda drammatica che fin dall’inizio aveva evidenziato il grave disagio psichico della madre, oggi al centro di un percorso terapeutico.





