LA CITTA’ DI PEPPE NAPPA. ZAMMUTO (CGIL) INVITA I SACCENSI A RIFLETTERE

La nota di oggi del segretario della Camera del Lavoro di Sciacca merita un’attenta riflessione. Solleva il problema di una città troppo concentrata sull’efimero e non sui problemi raali. E tutto questo il giorno dopo il varo, da parte del mondo politico cittadino, di una manovra finanziaria che incide pesantemente sulle tasche dei cittadini (Tarsu).

Zammuto alcune settimane fa ha diffuso dati sulla disoccupazione in città, oggi si sorprende che si parli del carnevale. Forse è anche una bacchettata agli organi di informazione. Per quello che ci riguarda, abbiamo spesso affrontato i temi del lavoro e continueremo a farlo, ma questo non significa che si devono sottovalutare temi che la comunità sente molto, vedi il carnevale.

Ecco il testo della nota di Zammuto: “Il problema lavoro? “Solo un affare della congiuntura globale!!!” Circa due settimane fa questa Camera del Lavoro ha snocciolato alcuni numeri sulla disoccupazione nella nostra città che ha toccato cifre, ufficiali, veramente allarmanti. Le cifre ci dicono che i disoccupati sono circa 3.200, ma ipotizzare che siano tanti di più non crediamo sia un azzardo. Considerato l’argomento, era lecito attendersi un dibattito sulle ragioni di tanta disoccupazione, per lo più note a tutti, e sulle possibili soluzioni, assolutamente ignote a tutti. Più o meno negli stessi giorni sono venute fuori la notizie-scandalo(?!) sul bando per organizzare il carnevale, che si è aggiudicata una società della Campania (lo scandalo), e sull’art. 21 del regolamento, che non fa il paio con l’art. 21 della Costituzione. Sul carnevale-scandalo il dibattito è ancora vivo e vitale…., della disoccupazione nessuno ne parla, tantomeno gli organi preposti, per non parlare delle forze politiche di opposizione. In più di una occasione questa Camera del Lavoro, intervenendo sul problema, ha espresso la sua convinzione che la problematica lavoro-disoccupazione nasce dalla congiuntura globale, ma abbiamo anche detto che, oltre alla congiuntura, esistono ragioni strutturali territoriali che la determinano e la aggravano, e che se non si interviene su essi non ci sarà consentito di agganciare la pur flebile uscita dalla crisi congiunturale che tutti gli indicatori nazionali e internazionali dicono stia per arrivare. Le Nostre ragioni nascono dalla convinzione che le risorse e le potenzialità economiche del nostro territorio non siano mai state sfruttate a dovere e che pertanto solo un programma di sviluppo adeguato può consentire di realizzare quanto è nelle nostre possibilità. Oggi, a differenza che nel passato, non è più una rarità ascoltare dichiarazioni di politici “nostrani” parlare di rilancio dell’economia e sviluppo per creare le condizioni dell’occupazione, ma le dichiarazioni purtroppo si fermano lì, mentre sarebbe necessario affrontare la questione studiando un piano e un programma sul quale sviluppare e avviare l’impegno realizzativo. La speranza di questa Camera del Lavoro è che si cominci a parlare del problema lavoro con cognizione e convinzione, senza per questo indicare e utilizzare a giustificazione di avere operato nella direzione dell’impegno per l’occupazione con le sporadiche ed estemporanee iniziative, quali quella del Centro Commerciale che non sappiamo se e quando vedrà la luce, o “il caso” delle 84 villette della Rocco Forte che non ha ancora ritirato i progetti approvati, o ancora dell’eccezionale visibilità che ha avuto la città nelle 4 puntate della RAI che hanno consentito la diffusioni di immagini delle nostre bellezze naturali e della nostra storia. A questo punto alla Camera del Lavoro sorge un dubbio: dell’argomento lavoro-disoccupazione non si parla perché in 50 anni nessuno se ne è mai occupato (salvo Accursio Miraglia) o perché non se ne hanno le competenze ?”

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