ELEZIONI. IL BUSSOLOTTO, STORIE DI SMANIE E SOLITI VIZI

Di Filippo Cardinale

Che c’entra il bussolotto con il clima elettorale che vede impegnati i saccensi fra meno di quattro mesi? C’entra. La colpa è anche di chi pare soffrire dell’ansia del totosindaco, ma principalmente il bussolotto è messo a disposizione del Movimento 5 Stelle. Il bussolotto è quel contenitore dal quale si estraggono i numeri per il gioco della tombola, ad esempio, oppure usato dai prestigiatori per estrarre svariati oggetti.

Se dal centrosinistra e centrodestra promana un silenzio da assoluto relax, da parte pentastellata avviene il contrario. Messo da parte lo streaming, quel rivoluzionario mezzo che doveva diffondere a destra e a manca la massima trasparenza, e doveva illuminare a favore dei cittadini tutti gli angoli bui della politica, i grillini (specie qualcuno del gruppo che ama confessare senza nemmeno un accenno di tortura) sono intenti a visionare curriculum, a fare colloqui (spesso senza interlocutore), a formare una panchina lunga (con pochi giocatori) di nomi che poi risultano “all’insaputa” degli ipotetici candidati sindaco.

Siamo convinti che non è intenzione dei grillini quella di “bruciare” nomi di possibili candidati, ma qualcuno al loro interno ama diffondere la smania del totosindaco che spesso viene colta senza il passaggio dai filtri. Così facendo, si trasmette una immagine del Movimento distorta rispetto la realtà o, almeno, rispetto a quella che qualche autorevole dirigente intende trasmettere. E così, nel bussolotto vengono inseriti nomi vari, anche di noti professionisti. Dallo stesso bussolotto, questi nomi escono con la sorpresa di “a mia insaputa”.

Si ha la sensazione, ma anche la conferma, che spesso i nomi che girano come criceti dentro la ruota lo fanno a loro insaputa. Tanto è vero che poi sono costretti a diffondere smentite, o frasi del tipo “onorato, ma non sono disponibile”. Tra meno di 4 mesi si svolgeranno le elezioni.

L’unica attenzione che viene riposta è sui nomi di candidati alla poltrona di sindaco. Si tralascia, in tal modo, la vera sostanza di una svolta tanto desiderata (almeno nei bar) dalla gente. Ci piacerebbe parecchio cogliere tanta curiosità sui programmi che interessano lo sviluppo della città, ci piacerebbe tanto comprendere il modo con cui i candidati sindaci intendono affrontare la difficile situazione finanziaria del Comune senza poi ricorrere all’uso, più o meno raffinato, di frasi che esplicitano la mancanza di soldi.

Alla fine, la musica sarà sempre la stessa. La mediocrità di programmi stampati in fretta e ripieni di enunciazioni generiche che rimarranno disattese. Alla fine saremo costretti a lamentarci sempre per gli stessi problemi che ricadono nella normalità: la buca, la pulizia, la Ztl, etc. Normalità che, come l’esperienza insegna, diventa essa stessa problematica da gestire. Ci sarebbe piaciuto tanto assistere ad una grossa novità, ad una vera svolta. Toccare con mano un piano più che decennale capace di dipingere la Sciacca che verrà nei prossimi anni. Un quadro in grado di dare una dose di speranza a tanti giovani che, destino amaro, sembrano avere come alternativa quella di lasciare la propria città per cercare fortuna altrove.

Ci sarebbe piaciuto molto comprendere quali idee fossero messe in cantiere per alzare di parecchio il livello della qualità di vita della nostra Sciacca. Qualità che è davvero scarsa. Ma tutto questo sembra passare in seconda e in terza linea. L’ansia sembra dettata dai nomi dei candidati sindaci. Il programma, come al solito, è solo un pezzo di carta che deve essere depositato per legge insieme alla candidatura.

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