DUE MESI FA MORIVA MARIA PRESTI PRECIPITANDO DAL CARABOLLACE: NESSUN INTERVENTO ANCORA DA PARTE DELL’ANAS

Era il 27 aprile, due mesi fa, quando perse la vita Maria Presti precipitando dal quel maledetto ponte del Carabollace, sprovvisto di adeguate protezioni di sicurezza. Tanta indignazione ha suscitato, tante parole di indignazione nei confronti dell’Anas che inesorabilmente lascia a protezione dell’altissimo ponte solo tubi di ferro ormai inadeguati. 

Quel maledetto ponte del Carabollace, che si erge verso il cielo quasi come una sfida, e che attraversa la culla dei primi insediamenti umani nel territorio di Sciacca, ha offerto ancora una volta tragedie, spezzando vite umane che hanno solo il torto di compiere il proprio dovere raggiungendo le sedi di lavoro. Maria Presti è volata da quel maledetto ponte, finendo la sua vita al sorgere di una mattina. Con la sua autovettura, ha oltrepassato le barriere di protezione (è un eufemismo definire tale quei tubi sul ciglio stradale) che non hanno fatto resistenza alcuna.

Tradita da quei tubi che, se adeguati, l’avrebbero trattenuta da quel tragico volo. Altra vita umana spezzata, altre rimostranze che rimarranno parole che voleranno via come quell’anima innocente.

Quel maledetto ponte del Carabollace, alto quanto titani, ma cinto di barriere che si trapassano come la calda lama di un coltello penetra il burro. Non servono studi, non servono eminenti ingegneri, per capire come quel ponte non è protetto, o quei tubi sono inadeguati a svolgere il loro compito. Accappona la pelle, al semplice cittadino, gettare lo sguardo su quei “guard rail”, e comprendere come sono assolutamente fragili, bassi, inadeguati, insicuri. Proteggono un bel niente. La vita di Maria Presti, come le altre spezzate sulla S.S.115, sulla Fondo Valle, urlano vendetta. Quella vendetta di annientare l’indifferenza di chi è preposto a svolgere il proprio compito e non lo fa.  Quante lacrime devono essere ancora versate?

Sarebbe opportuno che il sindaco di Sciacca facesse valere la sua veste mettendo in atto anche iniziative eclatanti. Ma forse è chiedere troppo. Anche di fronte alla morte di una giovane mamma che lascia marito e una bimba?

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