CORTE DEI CONTI CITA A GIUDIZIO PER DANNO ERARIALE LOMBARDO, CROCETTA E 12 EX ASSESSORI

Rosario Crocetta, neo presidente della regione Sicilia, con il presidente uscente Raffaele Lombardo (d) che gli consegna un orologio d'oro e di diamanti regalatogli dal sultano dell'Oman, a palazzo d'Orleans, Palermo, 10 novembre 2012. Crocetta ha già spiegato che venderà l'orologio per donare i proventi al Centro di padre Puglisi e alla scuola Falcone di Palermo. ANSA/ MICHELE NACCARI

Per una serie di presunti incarichi illeciti, la Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti ha disposto la citazione in giudizio dei due ex governatori Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta e  di 12 assessori delle loro giunte.

L’accusa contesta un grosso danno erariale di quasi 900 mila euro che attraverso Patrizia Monterosso, segretario generale della Regione del 2012, collega le due giunte di governo. Insieme a Lombardo gli ex assessori Alessandro Aricò, Accursio Gallo, Beppe Spampinato, Daniele Tranchida, Amleto Trigilio, Marco Venturi; con Crocetta anche Mariella Lo Bello, Vania Contrafatto, Giovanni Pistorio, Bruno Marziano, Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri).  I 14 ex amministratori dovranno comparire il 20 marzo 2019, alle 9,30, davanti alla Corte dei conti.

 Il procedimento ha origine da varie segnalazioni e da una denuncia del sindacato dei dirigenti regionali. Nell’atto di citazione il procuratore argomenta l’«evidente fondatezza» dell’esposto, «agevolmente constatabile da una serena lettura della normativa di riferimento». Ovvero la “legge Brunetta” (che vincola la nomina di un soggetto esterno alla Pubblica amministrazione all’assenza di «professionalità equivalenti» nei ruoli interni), della quale le giunte di Lombardo e di Crocetta avrebbero operato una «rimozione».

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