Colpo alla “mafia rurale” di Corleone: tre arresti dopo sei anni di indagini
Custodia cautelare per tre uomini ritenuti ai vertici della cosca: intimidazioni, estorsioni e controllo del territorio al centro dell’inchiesta
I carabinieri della compagnia di Corleone hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini accusati di associazione mafiosa. Il provvedimento, firmato dal gip di Palermo Claudia Rosini su richiesta della Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, ha portato all’arresto di Mario Grazzaffi (60 anni), Mario Gennaro (53) e Pietro Maniscalco (62). L’indagine, sviluppata tra il 2017 e il 2023, ha ricostruito gli assetti e individuato i presunti vertici dell’attuale famiglia mafiosa di Corleone, evidenziando la piena operatività di una struttura definita dagli investigatori come “mafia rurale”. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe messo in atto una lunga serie di intimidazioni: danneggiamenti, incendi e furti di mezzi agricoli, colpendo anche una cooperativa che gestisce immobili confiscati alla criminalità organizzata. Il raggio d’azione della cosca si sarebbe esteso alle estorsioni ai commercianti, utilizzate per dilazionare debiti e mantenere un controllo costante sul tessuto economico locale. La Dda contesta agli indagati un potere di ingerenza capillare: dalla gestione delle controversie private alla definizione dei confini dei terreni agricoli, fino alle dinamiche delle compravendite immobiliari. La pervasività del gruppo sarebbe stata tale che, in più occasioni, semplici cittadini si sarebbero rivolti agli affiliati per dirimere dispute tra agricoltori o ottenere una sorta di “autorizzazione” prima di acquistare nuovi fondi. Un quadro che, secondo gli inquirenti, conferma la persistenza di un sistema mafioso radicato e ancora influente nel territorio corleonese.





