Sciacca, bufera in Consiglio: contributi all’associazione di famiglia, opposizione chiede le dimissioni dell’assessore Dimino

consiglio 10-26

Nel mirino Terre di Dedalo APS, fondata nel 2023 da fratello, moglie, cugino e cognato dell’assessore. Bono: “Fatti gravissimi, conflitto d’interessi enorme”. Termine difende: “Decidono gli uffici”

SCIACCA. Serata di fuoco in Consiglio comunale a Sciacca. Dopo la solidarietà a pescatori e agricoltori ed alla trattazione con ampia discussione di variazioni di bilancio approvati mesi fa dalla giunta e non dal consiglio, al centro della bufera c’è stato l’assessore Francesco Dimino, travolto dalle accuse di conflitto d’interessi per vari contributi comunali finiti a un’associazione culturale composta dai suoi familiari più stretti. A lanciare l’affondo è stato il consigliere Calogero Bono che, carte alla mano, ha ricostruito la vicenda: beneficiaria dei fondi sarebbe Terre di Dedalo APS, associazione costituita nel 2023 e composta tra gli altri dal fratello, dalla moglie, da un cugino e dal cognato dell’assessore stesso. Un vero e proprio “affaire di famiglia” che avrebbe organizzato eventi a Sciacca e a Bisacquino, paese d’origine della moglie di Dimino. Nell’elenco degli eventi proposti dall’associazione, ad agosto quello dedicato ai saccensi emigrati nel solco del turismo delle radici, a settembre il “Premio Enzo Porrello” e già nel 2024 un contributo per attività di guide turistiche durante “Ceramiche d’autore”. Per Bono siamo davanti a “fatti gravissimi, con un ampio risvolto morale”. Accuse durissime: “Dimissioni immediate. E l’autorità giudiziaria deve verificare se ci sono responsabilità penali”. Richiesta fatta propria da gran parte dell’opposizione (qualcuno comunque non è nemmeno intervenuto sulla vicenda), che ha denunciato un conflitto d’interessi macroscopico e intollerabile per chi amministra la cosa pubblica. Per Daniela Campione, anche il sindaco dovrebbe dimettersi. A tentare di spegnere l’incendio è intervenuto lo stesso Termine, che ha scaricato sugli uffici: “Gli affidamenti seguono le procedure previste dalle norme, non li decide l’amministrazione”. Replica che non ha convinto Bono, che ha incalzato più volte il primo cittadino: “Sapeva dell’attività dell’associazione, della presenza di familiari di Dimino e dei rapporti con il Comune?”. Una domanda rimasta senza risposta chiara, mentre in aula il clima diventava incandescente. Bono ha aggiunto che i progetti presentati dall’associazione sarebbero redatti dallo stesso Dimino. L’assessore, che era presente, in aula, è rimasto in silenzio durante il polemico dibattito.

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