Depauperare i beni demaniali e non pagare. Perchè la magistratura contabile non è mai intervenuta? Le terme caso da manuale

Terme via Agatocle dall'alto Diecidue

Sciacca è un manuale di come depauperare i beni pubblici, demaniali e rimanere impuniti. Non è stata mai individuata una responsabilità, nessuno ha mai pagato per aver distrutto un patrimonio di altissimo valore

SCIACCA– La città, nella visione dell’allora ministro Calogero Mannino, doveva evolversi e svolgersi attraverso un piano capace di proiettarla nella vera dimensione di importante polo turistico della Sicilia. Una visione che non è rimasta nell’immaginario ma che avuto la sua manifestazione nella realizzazione di opere che segnavano una filiera turistica completa, un ventaglio ampio e completo su cui si estendevano strutture sportive, culturali, termali, ricettive. Una “filiera” al servizio del polo turistico che offriva la completezza dei servizi, ma soprattutto calibrata e proiettata ad una qualità e quantità di posti letto che la rendeva davvero competitiva e attrattiva, punto di riferimento e competitivo dell’area mediterranea. Lo stesso progetto di realizzazione di 11 alberghi della Sitas affondava le radici in una visione che si proiettava avanti e che serviva come significativo volano per attrarre altre strutture ricettive in una ottica attrattiva di alto livello. La Sitas è stato un capitolo importante del manuale del perfetto depauperamento, ridotto alla realizzazione di 4 alberghi vandalizzati e poi acquistati dal gruppo Mangia. Ma i 2 milioni di metri quadrati di terreni hanno anche un seguito che è di recente attualità. Il fallimento e la parcellizzazione dei lotti finalizzati a progetti diversi da quelli iniziali. Da una visione lungimirante ad una occasione di speculazione. Tutto, sotto la cecità di chi ha il compito di preservare i beni pubblici, demaniali. Il tutto depauperato grazie ad una classe dirigente di mamma Regione che, artefice dell’ingente danno erariale, è rimasta immune da responsabilità. Il tutto grazie ad una magistratura contabile che non ha espresso la sua azione di verifica e controllo a salvaguardia del patrimonio pubblico, permettendo così ai titolari della responsabilità del degrado degli immobili pubblici di dormire sonni tranquilli e non essere manco sfiorati da indagini.
Sciacca aveva la sua visione di sviluppo turistico nel piano particolareggiato termale. Un piano che era un manuale delle cose da fare, una mappa da seguire, per realizzare in piena concretezza il terzo polo turistico della Sicilia. Un polo che la zona sud est della Sicilia ci ha tolto. Con intelligenza e visione lungimirante, con la politica del fare e non delle chiacchiere.
L’esempio più eclatante riguarda le terme. Dopo un periodo mediocre prese le redini della guida delle terme il professore Pasquale Mannino che, grazie anche al ruolo del più volte ministro Calogero Mannino. Le terme vissero un periodo d’oro con l’arrivo di finanziamenti a supporto di progetti che videro il recupero dell’ex convento San Francesco, la realizzazione delle piscine Molinelli, la riqualificazione delle Antiche terme selinuntine, il magnifico parco delle terme, la piscina coperta. Senza dimenticare il teatro Popolare. Erano strutture calibrate, compresi gli 11 alberghi del progetto iniziale della Sitas, a convogliare un numero alto di turisti e sugellare Sciacca come significativo terzo polo turistico della Sicilia.
Il teatro Popolare tra l’ex convento San Francesco e il complesso termale era la visione di un turismo che comprendeva anche quello congressuale e culturale. Non può dimenticarsi che l’ex convento San Francesco divenne sede della eccellente iniziativa “Il punto nel Mediterraneo”, dove pittori di fama nazionale e internazionale concretizzarono innalzarono l’arte della pittura.
Le terme subirono l’inefficacia di dirigenti regionali. E non solo. Il dominus Gaetano Armao (c’è sempre lui?), più volte assessore regionale e anche vice presidente, elaborò ben due bandi per l’affidamento della gestione del complesso termale a privati. Due flop giganteschi che andarono deserti. Poi la mazzata finale ad opera della guida centrosinistra. Il presidente della Regione, Saro Crocetta con un atto criminale chiuse le terme, di colpo. Non chiuse solo lo stabilimento termale. Chiuse il parco, la piscina coperta, le piscine Molinelli, il Grand Hotel delle Terme. Queste strutture potevano proseguire le attività ed avitare il totale depauperamento delle strutture termali. L’ex convento San Francesco è in via di degrado e di depauperamento. Cadde qualche parte di intonaco e fu transennato, e dopo anni e anni le transenne rimangono a memoria dell’inefficienza della classe dirigente regionale.
In tutto questo panorama di degrado, di inefficienza, non c’è dubbio che vi sono responsabilità Semmai, il dubbio sorge rispetto al non intervento della magistratura contabile. Nessun accertamento di responsabilità, nessun danno da imputare.
Il teatro Popolare e il complesso monumentale San Francesco devono rimanere in uso al Comune di Sciacca. Sono due strutture complementari e strategiche. Il sindaco Fabio Termine abbia la determinazione e la visione di chiedere alla Regione l’affidamento del complesso San Francesco, in uno al teatro Popolare. Il sindaco esca fuori dai video propagandistici, e abbia la determinazione di incidere sulle scelte della Regione. Non si lasci togliere via il complesso San Francesco e il teatro Popolare. Prenda vigore, decolli, voli verso quote più alte rispetto a qualche passata di catrame stradale.

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