Recupero Eremo di S.Rosalia: 65 mila euro da “I luoghi del cuore”
La copertura lignea originaria, rivestita con tegole siciliane, era in parte crollata a causa dell’incuria ed è stata rimossa per evitare ulteriori cedimenti e rischi per la sicurezza.
L’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, uno dei luoghi simbolo dei Monti Sicani, sarà presto interessato da un intervento di recupero che punta a preservarne il valore storico, spirituale e culturale. Il progetto riguarda il portone ligneo e il cortile d’accesso del complesso seicentesco di Santo Stefano Quisquina. L’intervento ha un costo complessivo di 65 mila euro, di cui 46.500 finanziati dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e da Intesa Sanpaolo, nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”. La restante somma è coperta grazie al contributo di enti pubblici e soggetti privati del territorio.
I lavori hanno ottenuto l’autorizzazione della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Agrigento. A rendere possibile il finanziamento è stata soprattutto la partecipazione della comunità. Nel 2024, il comitato “I Luoghi del Cuore di Santo Stefano Quisquina”, insieme alla Pro Loco e ai volontari FAI di Agrigento, ha promosso la candidatura dell’eremo al dodicesimo censimento nazionale. Il sito ha raccolto 35.862 voti, conquistando il quinto posto in Italia e accedendo così al bando per il recupero dei luoghi più votati. Il restauro si rende necessario anche per le condizioni del portone d’ingresso.
Come ha spiegato il sindaco Francesco Cacciatore, la copertura lignea originaria, rivestita con tegole siciliane, era in parte crollata a causa dell’incuria ed è stata rimossa per evitare ulteriori cedimenti e rischi per la sicurezza. L’obiettivo è migliorare la conservazione del complesso, la sicurezza e l’accoglienza dei visitatori, restituendo dignità a un’area fondamentale per la fruizione dell’eremo. Negli ultimi anni sono già stati realizzati altri interventi, tra cui il potenziamento dei servizi per i turisti e il recupero delle ex legnaie.
Il nuovo progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio locale e conferma il ruolo della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini nella tutela dei luoghi della memoria e dell’identità siciliana.





