Maxi vincita al Superenalotto: quando la fortuna chiama… anche l’ex moglie risponde
Ricevitoria per il gioco del Superenalotto, Roma, 18 dicembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il fortunato tace, la donna no: “Metà è mia”. E parte la guerra legale più ricca d’Italia.
La maxi vincita da 223 milioni di euro al Superenalotto non ha portato solo fortuna al misterioso bancario di Oggiono, ma anche un’improvvisa resurrezione del rapporto con la moglie, almeno dal punto di vista patrimoniale. L’uomo, separato “di fatto” e non “di legge”, si sarebbe lasciato sfuggire qualche confidenza con gli amici. Peccato che le voci siano arrivate dritte a lei, tornata a vivere a Frosinone. La signora, ricordando che la separazione non è mai stata formalizzata, ha fatto valere la comunione dei beni: metà del tesoro sarebbe suo. I legali hanno già inviato una richiesta ufficiale: 50% della vincita, oppure un mantenimento da 8 mila euro al mese, o ancora una “modesta” tantum da 80 milioni. Il vincitore, per ora, non si è presentato nemmeno a ritirare il premio. Ma la Cassazione è chiara: le vincite rientrano nella comunione legale, anche se la schedina l’ha giocata uno solo. Insomma, il jackpot è reale, il matrimonio no… ma la battaglia legale promette di essere milionaria.





