Sciacca fuori dalla corsa per la Capitale del Libro dopo avere speso 36.600 euro. Monreale finalista non ha speso nulla
Interrogazione di 14 consiglieri: «Perché altre città sono arrivate in finale senza costi e noi no? Serve chiarezza su affidamento, progetto e motivazioni dell’esclusione»
Diventa caso politico sulla mancata ammissione di Sciacca alla fase finale per il titolo di Capitale Italiana del Libro 2027. Dopo una prima denuncia dei consiglieri comunali Brucculeri e Blò, anche i gruppi consiliari di opposizione hanno presentato una interrogazione formale al sindaco e agli assessori alla Cultura e al Turismo, chiedendo conto dei 36.600 euro spesi per la progettazione del dossier affidato alla società Mediterranea Arte srl. I consiglieri sottolineano come diverse città finaliste, tra cui Monreale (poi scelta tra le finaliste), Avola e Belpasso, avrebbero predisposto la candidatura senza alcun costo, lavorando con soggetti non profit. Da qui la domanda politica: «Perché Sciacca ha dovuto impegnare risorse pubbliche così rilevanti per un progetto che non è bastato nemmeno a superare la selezione preliminare?». Nel documento si chiede di chiarire le modalità dell’affidamento, preceduto da un atto di indirizzo del sindaco, e di spiegare perché non siano state coinvolte le numerose associazioni culturali locali, già attive nella promozione del territorio. L’opposizione chiede inoltre di rendere pubblici tutti gli atti, il dossier completo, le eventuali valutazioni del Ministero e la rendicontazione delle spese. Una richiesta che si accompagna a una critica politica più ampia: «Questa vicenda racconta cosa sia diventato oggi Mizzica: una forza che aveva fatto della partecipazione e della trasparenza le proprie bandiere e che oggi sembra averle dimenticate». In assenza di risposta scritta, i consiglieri annunciano l’avvio dell’accesso agli atti.





