Inchiesta Cuffaro: archiviato un intero filone. Cade l’accusa anche per Carmelo Pace
Il GIP chiude 23 posizioni, tra cui quella dell’ex presidente Totò Cuffaro e del deputato regionale Carmelo Pace. Restano in piedi solo i filoni già avviati verso il processo.
Il giudice per le indagini preliminari Stefania Brambille ha disposto l’archiviazione dell’ultimo filone ancora aperto, accogliendo la richiesta della Procura. Tra le posizioni chiuse figura anche quella dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, per il quale è caduta l’ipotesi di turbata libertà del concorso. Cuffaro aveva già patteggiato tre anni per corruzione e traffico di influenze, pena che sta scontando ai servizi sociali. Nel provvedimento compare un elenco di 23 indagati per i quali il GIP ha ritenuto insussistenti gli elementi necessari a sostenere l’accusa. Tra questi spicca la posizione del deputato regionale Carmelo Pace, che esce definitivamente dall’inchiesta: un passaggio rilevante anche sul piano politico, dopo mesi di attenzione mediatica e speculazioni sulle ricadute istituzionali. Archiviazione anche per Saverio Romano, Giuseppe Capizzi, Salvatore Cocina, Mauro Marchese, Alessandro Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino, Vito Raso, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Stefano Palminteri, Filippo Paradiso, Sergio Mazzola, Maria Letizia Di Liberti, Carmelo Pullara, Maurizio Micci, Giuseppe Mortillaro e Selenia Malfitano. Il GIP ha chiarito diversi punti rimasti in sospeso. Per Maria Letizia Di Liberti, dirigente regionale, cade l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio: le contestazioni non hanno trovato riscontro. Analoga sorte per il tenente colonnello Stefano Palminteri e l’ex poliziotto Filippo Paradiso: le intercettazioni che li coinvolgevano sono state dichiarate inutilizzabili, facendo venir meno l’impianto accusatorio. La maxi‑archiviazione segna dunque una svolta significativa, soprattutto per le figure politiche coinvolte. Per Carmelo Pace, che esce completamente dal procedimento, si chiude una fase delicata che aveva alimentato tensioni e interrogativi sul suo ruolo pubblico. Una pagina giudiziaria complessa che ora si restringe ai soli filoni destinati al dibattimento.
Se un capitolo si chiude, un altro resta aperto. I filoni già avviati verso il dibattimento proseguono: Roberto Colletti, Antonio Iacono e Vito Raso andranno a processo per le presunte irregolarità nel concorso per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari. Per la stessa vicenda Ferdinando Aiello è stato ammesso al giudizio abbreviato. Sul fronte dell’appalto dell’Asp di Siracusa, rinviati a giudizio Mauro Marchese, Marco Dammone e l’imprenditore Sergio Mazzola. Il processo è ormai imminente.





