Caccia riaperta in Sicilia, l’allarme del Wwf: “Preaperture anticipate e scelte contro la scienza”
L’associazione denuncia l’inclusione della quaglia in preapertura e l’indebolimento del ruolo dell’Ispra nelle decisioni venatorie.
La stagione della caccia in Sicilia è ufficialmente ripartita, insieme a molte altre regioni italiane. Ma per il Wwf l’avvio non è affatto rassicurante: diverse amministrazioni, invece di posticipare l’apertura, hanno autorizzato giornate di caccia anticipate già nei primi giorni di settembre, ampliando di fatto la pressione venatoria in un momento delicato per molte specie. Particolarmente preoccupante, secondo l’associazione, è la scelta di rendere cacciabile la quaglia in preapertura. Una specie migratrice già in forte difficoltà per la perdita degli habitat e il bracconaggio, e la cui tutela è stata più volte sollecitata dalla Commissione europea. Nonostante ciò, alcune regioni hanno deciso di inserirla tra le prede disponibili sin da subito. Il Wwf punta il dito anche contro un trend nazionale che considera “grave”: il progressivo allontanamento dalle indicazioni tecnico-scientifiche dell’Ispra, l’istituto che dovrebbe rappresentare il riferimento principale nella gestione della fauna selvatica. Negli ultimi anni, il suo ruolo sarebbe stato indebolito dalla ricostituzione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, dove la rappresentanza del mondo venatorio è predominante. I pareri di questo organismo, denuncia il Wwf, vengono sempre più spesso utilizzati per giustificare decisioni divergenti rispetto alle valutazioni scientifiche dell’Ispra. Una situazione che, secondo l’associazione ambientalista, rischia di compromettere la tutela delle specie più vulnerabili e di alimentare scelte politiche non supportate da evidenze scientifiche.





