Dopo la morte di un seppellitore al cimitero, i sindacati chiedono la proroga dell’ordinanza regionale sul caldo
Cgil, Cisl e Uil scrivono a Schifani: “Stop alle attività nelle ore più critiche finché le temperature restano oltre i 35°”. Chiesto incontro urgente.
La morte del seppellitore comunale colto da malore mentre lavorava al cimitero dei Rotoli riaccende il tema della sicurezza per chi opera all’aperto in condizioni estreme. A poche ore dalla tragedia, Cgil, Cisl e Uil Sicilia, insieme alle federazioni di categoria, hanno inviato una nota al presidente della Regione Renato Schifani chiedendo la proroga dell’ordinanza regionale che impone lo stop delle attività nella fascia 12-16 quando le temperature superano i 35 gradi. «La tutela della salute di lavoratori e lavoratrici deve essere garantita con misure tempestive e adeguate all’evoluzione delle condizioni climatiche», scrivono Alfio Mannino e Francesco Lucchesi (Cgil), Leonardo La Piana ed Emanuele Gallo (Cisl), Luisella Lionti e Ignazio Baudo (Uil). I sindacati avvertono che la cessazione formale dell’ordinanza rischia di ridurre la protezione proprio mentre il caldo continua a rappresentare un pericolo concreto. Per le sigle confederali, l’applicazione del provvedimento deve essere assicurata «per tutto il periodo in cui le condizioni climatiche determinano un rischio effettivo per i lavoratori». Da qui la richiesta di un incontro urgente con la Regione per valutare ulteriori interventi e definire una strategia strutturale contro gli effetti dell’innalzamento delle temperature e dei cambiamenti climatici sul lavoro. La tragedia dei Rotoli, sottolineano i sindacati, dimostra che la prevenzione non può essere considerata un optional.





